Calcio

Sistema Monaco: giovani e plusvalenze per una squadra da Champions

Dal 2011, quando il patron russo l'ha rilanciato, il club avversario della Juventus è tornato a sfornare campioni come in passato

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Giovanni Capuano

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Il Monaco che affronta la Juventus è una squadra al di fuori dell'elite economica del calcio europeo. Non compare nella Top30 della Football Money League 2017 che mette in fila i club per fatturato ed è ampiamente alle spalle del Psg e delle grandi della Champions League. Eppure Jardim ha costruito un meccanismo in grado di eliminare grandi società come Manchester City e Borussia Dortmund.


Il sistema Monaco è tornato a lavorare come in passato, prima della grande crisi che è seguita all'avventura terminata con la sconfitta nella finale davanti al Porto di Mourinho (maggio 2004). Settore giovanile molto attivo, attenzione al lancio dei talenti, investimenti sul mercato anche grazie a un giro ristretto di procuratori e cessioni multimilionarie per sistemare il bilancio.


Dal 2011 - quando la squadra languiva in Ligue2 - il Monaco è di proprietà del magnate russo Dimitry Rybolovlev che l'ha acquistato e rilanciato non senza errori. All'inizio ha rovesciato una montagna di denaro sul mercato senza ottenere il salto di qualità sperato. Poi è tornato al vecchio sistema e le cose hanno ripreso a funzionare. Oggi nella rosa della prima squadra ci sono ben sei talenti dell'Accademia, pronti ad essere valorizzati economicamente.

Dal 2013 investimenti e cessioni a ciclo continuo

Dal 2013, quando il Monaco ha ricominciato a frequentare davvero il calcio che conta, il saldo tra acquisti e cessioni è negativo per 60 milioni di euro (fonte Transfermarkt sui movimenti di mercato 2013-2017). Ma la strategia si è sviluppata in due cicli abbastanza vicini e riconoscibili. Nell'estate 2013 l'arrivo di James Rodriguez (45 milioni), Moutinho (25), Kondogbia (20), Martial (5) e Falcao, poi andato via per tornare ancora. 

Un anno più tardi la cessione del gioiellino James al Real Madrid e la valorizzazione del primo step completata nel 2015 con l'addio a Martial (60 milioni ma i bonus versati dal Manchester United non sono ancora finiti), Kondogbia (36), Kurzawa (25), Abdennour (22), Carrasco e Ocampos.


L'ultima sessione estiva è coincisa con nuovi investimenti che si sono saldati all'esplosione di alcuni talenti giovani. Il primo della lista è Kylian Mbappè, classe 1998 già finito nel mirino di tutti i top club europei e che ormai è una sorta di assegno circolare con ai piedi le scarpette chiodate. Partirà, forse già questa estate, ed è destinato a far guadagnare una montagna di denaro ai possessori del suo cartellino.

Mbappè, però, non è l'unico: Lemar (classe '95), Bakayoko ('94), Mendy ('94), Fabinho, Bernardo Silva sono altri nomi che diventeranno caldi da giugno in poi. Le gare del Monaco nel Principato sono state punto d'arrivo di molti operatori di mercato nei mesi scorsi e a breve le trattative entreranno nel vivo.

I grandi campioni (e affari) del passato

Quella del Monaco come rampa di lancio di giovani campioni è una tradizione. Dal Principato sono passati alcuni dei nomi più importanti del calcio francese ed europeo degli anni Novanta e Duemila, autentici crac che si sono poi affermati altrove dopo aver fatto anche le fortune dei monegaschi.

La Juventus ricorda con piacere Thuram, Trezeguet e Evra (arrivato a Torino dopo aver scritto pagine indimenticabili nel Manchester United). Il Milan ha applaudito a lungo le prodezze di Weah, transitato da Milanello dopo aver compiuto il viaggio Monaco-Parigi. Poi ci sono Djorkaeff, Henry e Barthez oltre ad Abidal che ha vinto tutto con la maglia del Barcellona e Lione.

Una fucina che ha smesso solo per pochi anni di produrre talenti e bel calcio, favorita anche dal regime fiscale spesso contestato dalle altre società di Francia. Ora, però, l'esplosione del nuovo Monaco fa gli interessi di tutti i club della Ligue1 che aveva bisogno di trovare un avversario credibile al dominio del Psg. E se in questa Champions...

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