Calcio

"la Pallonata" - Moggi e Moratti, la stretta di mano di due nemici

Divisi sul campo e da Calciopoli, si sono trovati in tribunale, uno contro l'altro. E il loro saluto finisce in una galleria di grandi incontri...

Calciopoli: stretta di mano Moggi-Moratti in tribunale

Giovanni Capuano

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Senza scomodare l'inverno di Yalta '45, anche se pure allora era febbraio. Non importante come come l'intesa tra Roosvelt, Churchill e Stalin e forse viene anche dopo il valore storico dell'incontro tra Rabin e Arafat (1993) sotto gli occhi di Clinton, o della stretta di mano Nixon-Mao Tse-tung nel mezzo degli anni della Guerra Fredda. Magari si può discutere se sia più importante della visita di Obama da Fidel Castro o dell'immagine che ritrae Mandela e de Klerk, ultimo presidente bianco del Sudafrica, insieme dopo la fine dell'apartheid. Momenti che hanno fatto la storia del mondo, ma che rischiano di scolorire di fronte allo scatto che accosta i due grandi nemici di Calciopoli.

Massimo Moratti e Luciano Moggi: stretta di mano, qualche battuta scambiata insieme. E' accaduto in un'aula del Tribunale di Milano dove, tanto per cambiare, si discuteva ancora degli effetti della torbida estate di otto anni fa. Un colpo di scena che ha mandato di traverso la giornata a due eserciti di templari, bianconeri e nerazzurri. Perché il Direttore ha salutato il Prescritto? E come mai il Presidente ha accettato la stretta di mano del Male Assoluto? Già, perché? Possibile l'abbiano fatto apposta, sicuri che su quell'immagine si discuterà molto più che su tutte le altre citate prima. Più di Regan-Gorbaciov o Wojtila-Alì Agca, per intenderci, che all'immenso Bar dello sport italiano hanno certamente meno presa del semplice incrocio tra due uomini che, pur essendosi combattuti, in fondo si conoscono da una vita.

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