Il Milan in crisi ritorna in vendita?

Voci di un tentativo di trovare capitali arabi per affiancare Berlusconi. Senza la Champions tra un anno bilancio ancora in sofferenza

Giovanni Capuano

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Le voci sono tornate a farsi sentire puntuali con le difficoltà sul campo. Il Milan, in crisi in campionato e staccatissimo dalle prime posizioni della serie A, starebbe tornando sul mercato nel senso che Berlusconi e famiglia avrebbero deciso di aprire a capitali stranieri ipotizzando una cessione di parte del club in modo da provare a renderlo più forte. Una strategia simile a quella di Moratti con Thohir e l'Inter e che, secondo le indiscrezioni circolanti nelle ultime giornate e riprese da alcuni quotidiani, avrebbe come Abu Dhabi e gli Emirati Arabi come centro di interesse.

Tutto sarebbe partito dalla valutazione del Milan affidata a una banca d'affari, il primo passo verso la messa sul mercato di alcune quote (non necessariamente la maggioranza). Si racconta che un emissario del club sia pronto a volare ad Abu Dhabi con una fitta agenda di incontri con potenziali investitori. Già due anni fa si era parlato della possibilità per Berlusconi di lasciare il Milan in mano agli arabi o di farsi affiancare nella conduzione di una società che ha faticosamente raggiunto l'equilibrio di bilancio, ma che non riesce a rilanciare la sua immagine in campo nazionale ed europeo.

Allora non si era andati oltre una prima fase esplorativa ed era caduta anche l'ipotesi di un socio russo. Ora Berlusconi potrebbe essere spinto anche dalle previsioni non positive dei conti del Milan se in questa stagione non dovesse riuscire l'ennesima rimonta-miracolo con qualificazione alla Champions League. Per il bilancio di via Turati sarebbe un vero e proprio colpo basso, difficile da ammortizzare con plusvalenze come nell'estate 2012 grazie alla cessione di Ibrahimovic e Thiago Silva.

Galliani ha fatto un grande lavoro nel contenimento del monte stipendi della società, oggi sceso a poco più di 100 milioni di euro, ma i risultati sul campo non stanno premiando gli sforzi e la disaffezione del pubblico è sotto gli occhi di tutti. L'estate ha lasciato in eredità il peggior dato sulla campagna abbonamenti dell'era Berlusconi: 23.372. Mai il Milan era stato così in basso e nemmeno il ritorno di Kakà ha risvegliato antichi entusiasmi. Anche per questo Berlusconi, che in queste settimane non ha potuto stare vicino alla squadra come accaduto un anno fa nel momento più difficile, starebbe pensando al grande passo...

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