Milan, la notte della contestazione

Tifosi scatenati contro i rossoneri: nel mirino società, Allegri e giocatori, Kakà e Abbiati mediano con gli ultrà

Giovanni Capuano

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Durissima contestazione dei tifosi del Milan, che hanno accompagnato i tentativi dei rossoneri di battere il Genoa con una serie di cori e striscioni indirizzati verso tutti. Nel mirino la società, colpevole di aver smesso di investire, l'allenatore Allegri e i giocatori con particolare durezza per Constant. La contestazione è iniziata già durante il riscaldamento ed è proseguita con sempre maggior forza nel corso della partita con fischi ad ogni errore dei rossoneri.

Alla fine è comparso uno striscione inquietante: "Ci vediamo all'uscita dei box... Indegni'. E proprio lì circa 300 tifosi hanno atteso che i giocatori uscissero. La squadra è rimasta bloccata dentro la pancia di San Siro fin quasi a mezzanotte ed è stata 'liberata' grazie alla mediazione di Kakà e Abbiati che hanno avuto un veloce confronto con i capi ultrà durante il quale hanno ascoltato le accuse di dolce vita riservate ad alcuni compagni (pare senza smentirle) e hanno promesso maggior impegno. Anche Balotelli avrebbe voluto parlare con i tifosi ma è stato fermato dalla Polizia.

La contestazione è stata particolarmente accesa nei confronti della società ('Dagli anni d'oro del grande Milan agli anni di Zapata e Constant' e 'False promesse e prese per il culo, la pazienza è finita, pietà per nessuno') e Constant. C'è stato anche un riferimento esplicito alla situazione che si è venuta a creare tra Barbara Berlusconi e Galliani: 'Mentre consumate i vostri giochi di potere, ridate al Milan il blasone che deve avere'.

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