Calcio

Milan, ecco le sanzioni Uefa per il Fair Play Finanziario: cosa può succedere

Tutti gli scenari in attesa del nuovo confronto in primavera sul bilancio in rosso del 2018

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Giovanni Capuano

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A quattro mesi di distanza dal via libera del Tas di Losanna, che ha riammesso il Milan all'Europa League cancellando il bando deciso dall'Uefa, il club rossonero torna a Nyon per discutere sanzioni e futuro. Una strada in salita per il presidente Scaroni e il nuovo management perché la certezza della violazione è il punto di partenza e, dunque, il Milan sarà sicuramente sanzionato e non ha nessuna possibilità di uscire indenne dal confronto con l'Uefa.

Si tratta, però, di trovare una pena che sia proporzionata come hanno chiesto gli arbitri del Tas di Losanna bocciando il pugno duro deciso in giugno e che aveva portato il club al bando dall'Europa. Nell'ultimo grado di giudizio Scaroni e gli uomini del fondo Elliott avevano potuto giocare la carta del cambio di proprietà, ora si torna a discutere del passato e di quel triennio (30 mesi in realtà) in cui i bilanci hanno fatto segnare uno scostamento di 121 milioni di euro rispetto ai parametri del Fair Play Finanziario.

Il verdetto è atteso entro la fine di dicembre per poter essere operativo già nella finestra di mercato di gennaio 2019. Il Milan è stato rispedito dal Tas alla Camera Giudicante della Uefa, la stessa che in giugno ne aveva decretato l'esclusione dalle coppe. Un organismo che, dal punto di vista tecnico, può irrogare un set di sanzioni ma non firmare un settlement agreement come accaduto a Inter e Roma (solo per citare le italiane) in questi anni.

Cosa significa? Che il Milan rappresenterà per la Uefa un unicum, senza precedenti. Tutti gli altri club nella situazione dei rossoneri sono passati all'inizio da un settelment che si compone di diverse sanzioni, amministrative e accessorie, con l'obiettivo di ravvicinarsi ai parametri in maniera progressiva. Quella del Milan dovrà essere, invece, una sanzione e basta. Ecco gli scenari:

Quanto prenderà il Milan di multa

La multa, sotto forma di deduzione dai premi Uefa della stagione precedente, è pressoché certa. Nyon ha già provveduto a congelare i versamenti al Milan e lo stesso club ha accantonato in bilancio una cifra di 17 milioni di euro in previsione del verdetto. 

Solitamente i giudici Uefa rendono immediatamente esecutivo il pagamento di una parte della sanzione amministrativa (solitamente circa il 30-40%) suddiviso in più anni, condizionando il resto al rispetto progressivo degli impegni assunti dalla società sotto sanzione. 

Va ricordato che nella stagione 2017-2018 il cammino fino agli ottavi di finale d'Europa League è valso al Milan un contributo da 13,9 milioni di euro e che in questa stagione i rossoneri ne hanno già accumulati altri 4,2 tra bonus e premi partita.

Più complesso, invece, il quadro delle sanzioni accessorie. Si tratta dello spettro di misure con ricaduta sportiva e di programmazione che incidono direttamente sulla costruzione della squadra e sulla possibilità di utilizzare i calciatori nel corso delle manifestazioni organizzate dalla Uefa.

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L'elenco delle sanzioni possibili – Credits: tratto da www.uefa.com

Cosa può succedere al mercato del Milan

La Camera Giudicante dell'Uefa può irrogare uno o più sanzioni in un elenco che comprende 9 livelli di punizione. Escluse, ovviamente, il bando dalla coppa e la cancellazione di titoli vinti (il Tas ha già detto si considerare sproporzionata la prima scelta dell'Uefa), ne restano 7 che vanno dal semplice avvertimento alle restrizioni nell'iscrizione di giocatori nella lista per la stagione europea con limitazioni al monte ingaggi dei facenti parte la stessa lista.

E' probabile che il Milan si collocherà nella parte centrale di questa fochetta, sul modello dei settlement agreement ma senza poter sottoscrivere un accordo pluriennale. Dunque, limiti all'iscrizione dei giocatori e vincoli per i saldi di mercato (sempre riferiti alla lista Europa League) con il risultato che per inserire nuovi giocatori bisogna cederne per una cifra equivalente o superiore. E' possibile che si parta già dal mercato di gennaio e che gli interventi incidano sulla seconda fase della stagione. Del resto solo il pasticcio dell'esclusione poi cancellata ha consentito al Milan di iniziare a settembre senza alcun vincolo aggiuntivo.

Può essere chiesto il voluntary agreement?

Esiste uno scenario molto favorevole al Milan (ma molto improbabile) secondo cui la Uefa potrebbe congelare tutto per qualche mese e discuterlo insieme alle violazioni successiva partendo dal -126 del bilancio al 30 giugno 2018. Nyon farebbe valere il principio che a Casa Milan c'è una nuova proprietà e che si può percorrere anche la strada del voluntary agreement, ovvero di un accordo che consente in deroga di rientrare nei parametri in 4-5 anni senza pagare pegno per le violazioni precedenti.

Sarebbe la soluzione migliore per i rossoneri, ma creerebbe un precedente pericoloso perché in passato a nessuno è stato fatto lo sconto di 'azzerare' una situazione in virtù del cambio di proprietà. Per intenderci, anche l'Inter di Thohir nel 2015 firmò un settlement agreement in larga parte basato sui passivi dell'era Moratti.

Il contesto attuale vede i dirigenti di Nyon in difficoltà per la fuga di notizie di Football Leaks che riguarda il trattamento di favore per Psg e Manchester City. Troppa clemenza o troppa durezza porterebbero nuove polemiche per un mondo del calcio già pronto a riaprire vecchi dossier di fronte alla valanga di rivelazioni.

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