Il Milan ai cinesi: tutti i numeri del closing con Yonghong Li

Caparre, cifre, tempistiche e investimenti futuri: guida alla trattativa che ha messo fine all'era di Berlusconi

End of Berlusconi era, Li Yonghong owns Milan

Il momento in cui David Li Han firma le carte per l'acquisto del Milan – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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La cessione del Milan al broker cinese Yonghong Li è una trattativa complessivamente da oltre un miliardo di euro. Tanto dovrà sborsare l'uomo d'affari per chiudere l'era di Silvio Berlusconi in rossonero e aprire la società ai mercati orientali. La firma sul closing mette la parola fine a una vicenda iniziata nel dicembre 2015 con i primi contatti tra Fininvest e Bee Taechaubol e rende operativi i nuovi quadri dirigenziali rossoneri a partire dall'ad in pectore Marco Fassone.

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Quanto è costato il Milan

Il Milan è stato pagato complessivamente 520 milioni di euro cui bisogna aggiungere la presa in carico dei debiti della società (stimati in 220 milioni di euro) e le spese sostenute nel periodo della trattativa a partire dal 1° luglio 2016. Si tratta di altri 90 milioni di euro che copriranno il buco di bilancio, destinato a chiudere in passivo sia nel 2016 che nel 2017.


Come è stato pagato il Milan

Nel corso della lunga trattativa Yonghong Li ha versato tre caparre che hanno via via consolidato la sua posizione agli occhi di Fininvest e Berlusconi anche nel momento delle difficoltà e dei rinvii. Il Milan è stato pagato in diverse tranche:

  • 5 agosto 2016 - 15 milioni di euro
  • 6 settembre 2016 - 85 milioni di euro
  • 13 dicembre 2016 - 100 milioni di euro
  • 22 marzo 2017 - 20 milioni di euro
  • 24 marzo 2017 - 30 milioni di euro
  • 24 marzo 2017 - 50 milioni di euro in obbligazioni a garanzia
  • 13 aprile 2017 - 220 milioni di euro per completare il closing e 100 milioni per coprire le esigenze del club

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Chi ha messo i soldi per pagare il Milan

Yonghong Li ha un patrimonio personale stimato tra 600 e 800 milioni di euro. Non sarebbe in grado da solo di sostenere l'acquisto di un club come il Milan. Nel corso della sua trattativa ha trovato (e perso) diversi partner finanziari. Le difficoltà ad esportare i capitali fuori dalla Cina lo hanno costretto a ridisegnare quasi completamente l'architettura dell'operazione finanziaria.

Il contributo decisivo nel marzo 2017 è arrivato attraverso il finanziamento da parte del fondo statunitense Elliott: 303 milioni di euro destinati alla Rossoneri Sport Investment Lux, la società veicolo costruita apposta per acquisire il Milan. Dopo il closing il finanziamento Elliott è destinato a essere trasformato in un bond con tassi di interesse diversificati: 11,5% per i 180 milioni destnati al closing (in capo a Li) e 7,7% per i 123 che finiscono nelle casse del Milan.

Secondo quanto ricostruito Elliott e tutti i creditori di Li avranno in pegno le azioni del Milan e una serie di garanzie personali del broker cinese che dovrà restituire entro 18 mesi quanto prestato. Elliott avrà anche un rappresentante nel cda della società.

Quanto investiranno i cinesi nel Milan

L'accordo del 5 agosto 2016 prevedeva per i nuovi proprietari del Milan l'impegno ad investire 350 milioni in tre anni in operazioni di ricapitalizzazione e rafforzamento patrimoniale della società. Non soldi per il mercato, dunque, ma finanziamenti per rendere forte un club che da anni chiude con pesanti passivi e che ha bisogno di rilancio.

Nel corso della trattativa Yonghong Li ha accettato di farsi carico del bilancio dal 1° luglio 2016 e per chiudere il rosso inietterà nel Milan 90 milioni. Gli altri della prima tranche andranno a finanziare il mercato. Rimane la prospettiva di mettere 250 milioni entro il 2020, ma il piano prevede anche l'ingresso di nuovi finanziatori, soci e sponsor per far crescere con effetto immediato il giro d'affari del Milan che ad oggi ha un fatturato intorno ai 200 milioni.

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