Giovanni Capuano

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Vince il Milan e non ruba nulla. Anzi. Il trofeo alzato al cielo di Doha dopo aver piegato ai rigori la Juventus premia il lavoro di Montella e di una squadra che non si è arresa alla superiorità evidente della Juventus, ha tenuto botta all'inizio arrembante dei bianconeri e col passare dei minuti è stata capace di ribaltare l'inerzia della gara a suo favore sino a trascinare l'avversaria ai supplementari e ai rigori. Dove Donnarumma ha ipnotizzato Mandzukic (traversa) e Dybala mettendo la firma sul primo successo di una carriera che si annuncia lunga e splendente. Predestinato.

Non è solo lui, però, a sugellare la gioia del Milan. Vince Montella che la prepara e gioca meglio di Allegri, vince una difesa che regge l'urto del tridente pesante (in campo per oltre un'ora) e vince la freschezza di un gruppo che ha acquisito consapevolezza col passare del tempo. Il rigore decisivo lo mette a segno Pasalic, uno dei giovani di passaggio - nel senso che è in prestito - in questa stagione di transizione che si colora di tricolore. 

Montella e le certezze contro gli esperimenti di Allegri

La prima ragione per cui il Milan ha battuto la Juventus è la coerenza tra quanto fatto fin qui in stagione e quanto mostrato in campo a Doha. Stesso schema, stessa idea di gioco, identità chiara e leggibile. Al contrario di Allegri, che ha usato la Supercoppa per testare il tridente pesante con Dybala, non più sacrificabile, da mettere insieme a Higuain e Mandzukic. Una dolce condanna che rischia di accompagnarlo a lungo e un nodo che deve essere sciolto, anche se nasconde potenzialità immense anche in campo europeo.

La Juventus ha approcciato meglio ma - seconda grave colpa - non ha chiuso quando poteva. Il Milan nobn si è perso e col passare dei minuti ha dimostrato di crederci di più e di avere una fame maggiore. Che è anche spiegabile, considerato il passato recente delle due squadre, ma è innaturale per un gruppo cannibale per definizione. Ha vinto il Milan giovane e italiano, idea nata dall'emergenza ma che sta crescendo in maniera sorprendente.

Bacca, Higuain e Dybala: bocciati

Che la firma l'abbiano messa i ragazzi è anche diretta conseguenza di una sfida in cui sono mancati i super bomber. Male Bacca, malissimo Higuain e così così Dybala. Tutta la Juventus ha girato sottotono, come se ritenesse la vittoria un diritto divino, senza mantenere lucidità e capacità di cambiare passo ed esito della sfida.

Doha regala a Berlusconi il 29° trofeo della sua epoca rossonera. Potrebbe essere l'ultimo e sarebbe il modo migliore di uscire di scena. Il Milan conquista la 7° Supercoppa, riapre una bacheca che era chiusa dal 2011, curiosamente con Allegri in panchina, sogna di aver iniziato un ciclo vincente. Se sarà possibile o no dipende da fattori esterni alla squadra che ora meriterebbe qualche sforzo sul mercato a gennaio per dare a Montella la chance concreta di correre per la Champions League.

La Juventus deve fare tesoro della sconfitta. Nessun dramma, però è un fatto che per la quarta volta nella stagione i bianconeri non sono stati capaci di capitalizzare la propria superiorità: era già accaduto in campionato a San Siro e, dunque, il Milan non poteva essere sottovalutato. Non c'è controprova che sia accaduto, però il risultato non è cambiato. A futura memoria.

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