Il Milan alla conquista della Cina

Galliani alla presentazione della partnership con l'azienda cinese Huawei: “Nessuna trattativa con gli arabi per la cessione di quote”. E torna sul caso Parolo...

Galliani durante la presentazione di Huawei (Credits: Mondadori)

Riccardo Vetere

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Che la Cina sia una delle fette di mercato più in espansione è un dato di fatto: “La Cina è la seconda economia mondiale dietro gli Stati Uniti”. Così Adriano Galliani durante la presentazione della nuova partnership siglata dal club rossonero con Huawei, azienda ormai presente in 140 paesi del mondo con i suoi prodotti (per lo più smartphone) e che vanta un fatturato relativo alle vendite, nel 2012, di 35,3 miliardi di euro.

Un trampolino dorato ideale per tentare la conquista del continente asiatico, sempre più interessato al calcio, dopo che Marcello Lippi ha iniziato l’esperienza al Guangzhou Evergrande.

Una suggestione balena allora nella mente: lo vedremo mai in Italia? “Lippi è molto apprezzato in Cina e la sua squadra è diventata la numero uno; non posso però prevedere il futuro…”, dice sorridente George Zhao, amministratore delegato di Huawei Italia. 

Il Milan resta il Milan, col suo brand sempre forte e il fascino che continua ad ammaliare trasversalmente tifosi di ogni latitudine. Perché non importa se l’andatura in campionato è claudicante o se “Parolo calcia la punizione 8 metri più avanti. Quasi tutti, invece, guardano Milan-Barcellona”, è la pozione magica di Adriano Galliani, che da scafato dirigente ci tiene a sottolineare gli aspetti che realmente contano: quelli che portano all’Europa. “È la Champions League che dà valore al brand”. Ecco perché è presto per giudicare una stagione sicuramente in salita ma non ancora conclusa. Anzi. Siamo solo ad ottobre e le strade per raggiungere il palcoscenico europeo sono diverse, non c’è solo il terzo posto in campionato.

E si torna su Balotelli, sempre Balotelli. Nella Sala dei Trofei della sede di via Turati, è inevitabile parlare di Supermario, vero jolly per la scalata della classifica come per i mercati più interessanti: “Balotelli ha tantissimi tifosi da noi. Se si giocasse Italia-Cina, tutti gli uomini tiferebbero per il loro paese, mentre le donne per Balotelli”, dice divertito sempre George Zhao, mentre Galliani risponde a quel “furbacchione” – parole sue – di Raiola, che ha iniziato a parlare di Balo al Chelsea, cuocendolo a fuoco lento: “Raiola ha una sua logica che non è quella della società. Balotelli ha un contratto lunghissimo: continuerà a essere la stella del Milan con buona pace del mio amico Mino”. 

L’accordo siglato con Huawei durerà fino al 2016 e chissà quanto ci vorrà per vedere, magari un giorno, un giocatore cinese con la maglia del Milan: “Sento spesso Lippi e mi dice che lì ci sono buoni giocatori”, afferma l’ad del Milan. Un calciatore giapponese arriverà ormai per certo a gennaio e si chiama Honda

In tempi di vacche magre e col pareggio di bilancio raggiunto tra lacrime e sangue (Ibra, Thiago Silva etc etc…) bisogna pensare a strategie nuove e una di queste è sicuramente l’espansione verso l’Est.

Un’espansione già avviata con la Supercoppa italiana, sbarcata in Cina in passato, e che “almeno una volta nei prossimi due anni verrà disputata ancora lì”. Segno che la tratta Italia-Cina funziona. Quel che stenta a decollare è il Milan di Allegri e gli spifferi di Milanello raccontano di una panchina sempre più in bilico. Sentite cosa ne pensa Galliani. “Allegri è il nostro allenatore, andiamo avanti…”.

Una telefonata, in caso di risultati ancora negativi, può cambiare velocemente le cose. E ora che c’è Huawei…

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