Calcio

Milan e Montella, la riscossa con Chievo e gli errori da non fare

Crisi finita? La squadra gioca meglio senza Bonucci? Biglia è lento? Che modulo viene usato? Domande e risposte dopo il blitz esterno di Verona

milan chievo suso kalinic

Giovanni Capuano

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Il successo esterno contro il Chievo che interrompe la striscia di mancate vittorie (3 sconfitte e un pareggio) toglie il Milan dai riflettori per qualche giorno. Era un'ultima spiaggia come tutte quelle che attendono i rossoneri, ancora lontanissimi dalla zona Champions, ma aver visto la reazione contro una squadra ben organizzata aiuta Montella ad allontanare i fantasmi di Milanello.

E' il risulto più importante della 10° giornata del campionato di Serie A, più ancora del blitz a Marassi del Napoli tornato capolista. Montella parla di conferma dei passi avanti già evidenziati contro Roma, Inter e Genoa anche se rispetto alle gare precedenti c'è stato di più.

Il Milan è guarito? No. Troppo presto per dirlo e si rischierebbe di illudere un ambiente scottato dalla partenza choc che sta cancellando le speranze europee. Il Milan continua a godere di pessima salute, ma ha dentro di sè delle potenzialità da cui attingere subito e che possono coprire lacune ed errori. Il tecnico sta correggendo la rotta e con una formazione e un disegno più logici e più difficile andare a sbattere ogni volta che si presentano le difficoltà.

Ecco una breve guida ragionata (domande & risposte) al dopo-Chievo in casa Milan:

Il Milan è uscito dalla crisi? No. La situazione in classifica rimane preoccupante e il doppio confronto con Juventus e Napoli (in mezzo c'è il Sassuolo) nelle prossime tre ha il sapore di una difficilissima resa dei conti.

Montella è saldo in panchina? Certamente ha dimostrato che il gruppo è con lui malgrado problemi e spifferi da lui stesso denunciati. La reazione di nervi di Verona e delle ultime partite non è quella di uno spogliatoio che ha scaricato il suo tecnico.

Il Milan adesso gioca meglio? Forse, di sicuro gioca in modo diverso. In fase possesso palla pratica il 3-4-2-1 con Suso e Calhanoglu in posizioni più idonee ma la vera novità si sta verificando nella fase difensiva e di non possesso palla.

Il Milan ha cambiato modulo? Leggendo le posizioni medie di Chievo-Milan in fase di non possesso sul campo si disegna un 4-3-2-1 quasi geometrico, con Calabria molto basso. Sarà stato solo un caso o il frutto di una correzione per proteggere i tre dietro?

Giocano meglio senza Bonucci? Impossibile da verificare e da sostenere. Di certo dal momento del rosso a San Siro contro il Genoa la squadra ha avuto una reazione nervosa importante che l'ha aiutata a uscire dalle difficoltà. Certamente non è mancato il leader e forse questo deve far riflettere.

Il Milan adesso corre di più? No. Anzi. La media è rimasta praticamente identica intorno ai 105 km per partita e la posizione nella classifica è peggiorata fino al 18° posto con alle spalle solo Crotone e Torino. Quindi non era un problema di condizione atletica.

Il Milan gioca male? I parametri offensivi raccontano una storia diversa, anche se nell'equilibrio complessivo le partite negative sono state più di quelle positive. Ad esempio la squadra di Montella è seconda solo al Napoli nella graduatoria dei tiri totali (133 contro 157 con le altre dietro) e quinta per quelli in porta (70). Segno che il gioco crea qualcosa, ma poi si disperde in attacco (9° per media gol) e in difesa dove regala troppo.

Biglia non serve a nulla? A Verona ha giocato male e non è la prima volta. Però una delle leggende metropolitane che ha accompagnato il suo arrivo in estate, cioé che fosse incapace di fare filtro e a rischio tante assenze, è stata cancellata. Da quando a fine agosto ha recuperato un leggero problema muscolare è sempre stato presente e titolare 8 volte su 9 in campionato dove, statistiche della Lega, è il terzo assoluto per recupero palloni alle spalle di Torreira (Sampdoria) e Radovanovic (Chievo).

Contro la Juve basta non perdere? Purtroppo per il Milan no. Un pareggio potrebbe non bastare in una giornata in cui le contendenti per un posto in Champions League giocano contro Bologna, Benevento, Verona e Sassuolo. E' una condanna che il Milan si è scritto da solo, ma la scintilla evocata da Fassone passa per un grande risultato che valga come un break tennistico.

Questo è un torneo in cui le cinque che stanno davanti hanno lasciato per strada fin qui la miseria di 6 punti in 39 partite contro le medio-piccole (Milan compreso al momento). Dunque per risalire dall'abisso i rossoneri devono far presto e bene cominciando dagli scontri diretti. Per la Champions il treno non è del tutto passato ma è già per metà fuori dalla stazione.

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