Calcio

Il Milan ha scelto Mihajlovic, l'ex bandiera dell'Inter

E' attesa nelle prossime ore la nota ufficiale del club. L'ex tecnico della Sampdoria avrebbe detto sì a un biennale da 2 milioni di euro

Mihajlovic

Dario Pelizzari

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Da Genova a Milano senza passare da Napoli. Per Sinisa Mihajlovic, tecnico serbo che tanto bene ha fatto al volante di una Sampdoria ricca di contenuti ma non ricchissima nel portafogli, la parola domani si veste di rossonero. Nelle prossime ore, a meno di cabiamenti di fronte inattesi come una nevicata in piena estate, il Milan diffonderà infatti una nota nella quale darà conto dell'avvenuta stretta di mano che vale un biennale da circa 2 milioni a stagione più bonus. Il presidente Silvio Berlusconi ha scelto Mihajlovic per ripartire di slancio dopo la stagione tutt'altro che esaltante sotto la guida di Pippo Inzaghi, che pare peraltro sia stato avvisato del suo licenziamento soltanto a firma avvenuta. Fuori una bandiera, dentro un ex Avversario con la a maiuscola. Sì, perché Mihajlovic ha speso la parte finale della sua carriera da calciatore (il biennio 2004-06) con la casacca dell'Inter, proseguendo poi il suo percorso nella Milano neroazzurra come vice di Roberto Mancini. "Io al Milan? Mai, sono stato interista", la dichiarazione d'intenti di qualche anno fa che si scioglie ora nell'acqua dei ricordi e delle opportunità. In estrema sintesi, di vita. 

 

Per mesi, l'ex tecnico della Sampdoria era stato dato a un passo, forse meno, dal Napoli di De Laurentiis, chiamato a sostituire un Rafa Benitez sempre più distante dal golfo. Poi, l'improvviso stallo e il dietrofront. Napoli a caccia del condottiero del Siviglia trionfatore dell'Europa League, Unai Emery, e Mihajlovic pronto a tutto, anche a rimanere fermo un giro. Sì, perché il Milan aveva concentrato le sue attenzioni su Carlo Ancelotti, in uscita dal Real Madrid dopo un biennio ricco di gloria e trionfi. Come è noto, Adriano Galliani, l'uomo di fiducia di Berlusconi in tema di calciomercato, ha corteggiato l'ex centrocampista della squadra stellare di Arrigo Sacchi per giorni, promettendogli una piccola grande rivoluzione (120 milioni da investire sul mercato con l'obiettivo di ritornare in Champions) e un domani denso di nuove gioie. Ma Ancelotti ha detto no. Perché altri erano i suoi obiettivi e le sue necessità. Da qui, la virata decisa del club rossonero sui nomi caldi da mesi: Montella, Conte, Sarri, Donadoni. E Mihajlovic, che alla fine ha avuto la meglio sulla concorrenza per ragioni che forse non conosceremo mai.

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