Calcio

Milan, il nuovo allenatore è Galliani?

"Ho messo a posto due o tre pedine" ha detto. E Allegri? Il suo rapporto con Berlusconi ormai a termine

Allegri Palermo

Se non l'ultima tappa della sua avventura in rossonero, la notte di Palermo rappresenta per Massimiliano Allegri un nuovo punto basso nel rapporto con Silvio Berlusconi, che ormai non sopporta più il suo tecnico e non fa nulla per nasconderlo. Nel dopo partita la sua telefonata all'allenatore è stata fatta filtrare e descritta come 'arrabbiata' per l'andamento della partita, con una serie di appunti tecnici che dimostrano in maniera inoppugnabile come presidente e mister non siano più sulla stessa lunghezza d'onda.

Ma c'è un altro particolare che spiega bene come Allegri sia ormai un allenatore a termine e sono le parole pronunciate da Adriano Galliani sul volo di ritorno da Palermo a Milano una volta sbollita la rabbia per il modo in cui era maturato il pareggio della Favorita: "Ho messo a posto due o tre pedine e abbiamo fatto pace, ma il presidente non c'entra. E' sereno. Lo sento tutti i giorni e conosco bene il suo umore. Non ho bisogno di sollecitazioni, mi arrabbio da solo e mi arrabbio quando vedo cinque mediani". Parole che rivelano la distanza che ormai separa Allegri dalla società (pare che la scelta del 3-5-2 sia stata resa nota solo nell'immediata vigilia della partita) e al tempo stesso la volontà di Galliani stesso di intervenire in prima persona.

Cosa significano le parole "Ho messo a posto due o tre pedine"? Chi ha cambiato il modulo del Milan tra il primo e il secondo tempo alla Favorita? Allegri, pur ammettendo di aver letto la partita "al contrario" o Galliani suggerendo di passare al 3-4-3 inserendo Emanuelson al posto di Flamini. Come se il cambio in panchina sia già in parte avvenuto e Max, a partire dal ritiro scelto dalla società (come lo stesso tecnico ha sottolineato), sia stato messo sotto osservazione dallo staff dirigenziale. La formazione di Palermo con il 3-5-3 molto difensivo, Montolivo mediano basso e Abate-Constant sulle fasce non piaceva a Galliani e al tirar delle somme si è rivelata sbagliata. Il messaggio è che la decisione di schierare i "cinque mediani" ha un solo padre e colpevole.

Poi c'è Berlusconi con la sua rabbia notturna. Il presidente è preoccupato per i risultati e furioso per la gestione tattica della squadra. Con Palermo Allegri ha proposto almeno 6 moduli di gioco nelle prime 13 partite stagionali. Evidentemente troppo. Si è partiti con la difesa a 4 e varie versioni davanti: 4-3-3, 4-3-2-1 ad 'albero di natale', 4-2-3-1 che pareva funzionare salvo essere abbandonato nel primo tempo contro la Lazio, 4-2-4 (o fantasia). Poi si è passati alla difesa a 3 all'improvviso a Malaga, ma anche in questa occasione ne sono state mostrate due versioni: prima con gli esterni bassi e poi un po' più offensiva. "La squadra ha più equilibrio, insisteremo" ha spiegato Allegri, ma il 3-4-3 è diventato il 3-5-2 con solo mediani per poi tornare nell'assalto al Palermo un 4-2-3-1 con addirittura Bojan dietro a Pazzini.

Ce n'è abbastanza per individuare un po' di confusione e nel sospettare che Allegri non abbia più in mano la situazione. Certamente il tecnico è provato da critiche e risultati che mancano. Lo consola la reazione d'orgoglio della squadra (al momento è l'unico argomento spendibile per difendere la sua posizione) che non ha mollato né all'Olimpico (da 3-0 a 3-2), né a Malaga (assalto finale) o a Palermo (da 2-0 a 2-2). Però la sensazione è che si navighi a vista e, sentito Galliani parlare di "due o tre pedine messe a posto" in prima persona, che d'ora in poi l'allenatore sarà seguito molto da vicino dalla società. La volontà potrebbe essere ancora non cambiare guida tecnica, però Berlusconi non ammetterà altre brutte figure. Lo ha detto anche annunciando il suo ritorno alla politica dopo l'abbandono-flash: "Avrei voluto dedicarmi a una squadra che conoscete bene e che ha bisogno di molte cure". La telefonata di Palermo è solo il primo passo?

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