Calcio

Milan, l'inutile polemica sulla contemporaneità

Spostare l'orario col Frosinone non serve e non è previsto dalle regole. Club attento alle prestazioni in calo della Juventus

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Giovanni Capuano

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La polemica nata dallo spostamento della festa scudetto della Juventus, che incrocia l'Atalanta e i destini delle squadre in lizza per un posto nella prossima Champions League, rischia di intossicare il finale di stagione ma ha poca ragione di esistere e non solo dal punto di vista regolamentare.

Il Milan si batte per far scivolare la sfida col Frosinone allo stesso orario serale in nome di una contemporaneità con i bergamaschi che dovrebbe tutelare nella volata per il quarto posto. Dimenticando che questa non era garantita nemmeno nella formulazione originaria del calendario, con l'Atalanta in campo alle 15 e il Milan alle 18, e che in ogni caso nemmeno la Roma (terzo incomodo volendo considerare fuori Lazio e Torino) gioca alla stessa ora essendo impegnata addirittura nel posticipo del sabato.

E dunque? Detto che il regolamento firmato dagli stessi club come Lega Serie A prevede la contemporaneaità solo nell'ultima giornata, diventa difficile capire il senso di una guerra ideologica combattuta quando lo spostamento cambia poco o nulla nelle prospettive del Milan che col Frosinone deve vincere e basta mentre l'Atalanta sa di dover giocare per un punto a Torino contro i campioni d'Italia. A qualsiasi ora del giorno e della notte.

Un anno fa Inter e Lazio scesero in campo a un giorno di distanza contro Sassuolo e Crotone in un incrocio in cui davvero il risultato dell'una poteva dipendere da quello dell'altra. Eppure non successe nulla. E il discorso vale anche per la corsa salvezza che vede virtualmente coinvolte sette squadre.

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– Credits: ANSA/CLAUDIO PERI

La frenata della Juventus che preoccupa

Semmai a preoccupare il Milan dovrebbe essere la frenata della Juventus che, dopo aver conquistato aritmeticamente lo scudetto, non è più riuscita a vincere una partita perdendo all'Olimpico con la Roma. Un successo che è esattamente quello che serve ai rossoneri per poter sognare di arrivare quarti con 68 punti, quanti ne otterrebbero facendo filotto contro Frosinone e Spal.

Le parole di Allegri dopo il ko dell'Olimpico non aiutano, perché aver sentito il tecnico bianconero argomentare che queste partite non valgono e in condizioni normali mai la Juve avrebbe incassato il gol preso a Roma, lascia la sensazione che possa esserci un abbassamento di tensione non solo inconscio. Ecco perché risulta che l'andamento di queste ultime giornate sia finito sotto osservazione (preoccupata) da parte dei vertici del Milan nella speranza che la festa scudetto programmata contro l'Atalanta possa essere stimolo e non calmante per la Juventus.

Una posizione che interessa di riflesso anche la Roma, le cui speranze di qualificazione risiedono tutte in un arrivo in cui 68 punti possano essere sufficienti. 

Situazione simile (e calda) anche nella parte bassa della classifica. Qui la polemica di giornata è quella dei tifosi del Genoa per il ko della Sampdoria che ha rimesso in corsa l'Empoli rischiando di inguaiare i genoani.

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– Credits: EPA/JAMES BOARDMAN

Cosa succede all'estero

Detto che in Spagna e Francia la penultima giornata si gioca in contemporanea, mentre in Germania solo l'Eintracht è sceso in campo un giorno dopo le altre in corsa Champions ma anche perché obbligato dalla semifinale di Europa League giocata 48 ore prima del turno di campionato (nessuno si è sognato di chiedere lo slittamento delle gare di Borussia Moenchengladbach, Bayer Leverkusen e Wolfsburg), ecco cosa accade in Premier League, il modello di riferimento per tutti.

Nel week end della 37° giornata le 10 partite sono state spalmate su 4 giorni e 8 slot orari. Nessuno ha avuto la contemporaneità: non Liverpool (in campo sabato sera) e Manchester City (lunedì nel Monday Night) in lotta per il titolo e nemmeno chi si è battuto per un pass europeo o per la salvezza.

Tottenham (sabato ora di pranzo), Chelsea e Manchester United (domenica pomeriggio) e Arsenal (domenica sera) hanno seguito senza problemi il corso della programmazione televisiva. Nessuno ha discusso. Nessuno ha fatto polemica. 

La Premier League è il campionato più ricco e quello col maggior senso di sportività al mondo. Imparare da loro significa anche evitare discussioni sterili e strumentali concentrandosi sul vero tema e cioé che non devono esistere partite vuote di significato anche se gli obiettivi sono stati raggiunti. Una lezione che gli inglesi ci spediscono ogni settimana e che dovremmo ormai aver imparato a memoria.

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