Cosa succede al Faraone?

Da quando c'è Balotelli non segna più ma anche a gennaio faticava. Allegri: "Stanco mentalmente"

El Shaarawy 4

Stephan El Shaarawy, attaccante del Milan – Credits: La Presse

Giovanni Capuano

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La panchina riservata da Allegri ad El Shaarawy contro il Napoli, la prima dall'inizio della stagione nella notte in cui non c'era Balotelli e preferendogli Robinho, da lungo tempo in naftalina, certifica il momento di difficoltà dell'attaccante su cui si è appoggiato il Milan per oltre metà campionato. Cosa succede al Faraone? Secondo il tecnico non è solo una questione di gambe e di appannamento fisico: "Aveva bisogno di recuperare e di tirare il fiato anche mentalmente" ha spiegato.

Un campanello d'allarme che si aggiunge alle prestazioni non più brillanti come quelle iniziali (e ci mancherebbe vista la media tenuta fino a dicembre), a qualche tensione di troppo e alla faccia scura in panchina del giocatore. Attenzione, non c'è in discussione il rapporto tra El Shaarawy e il Milan, peraltro appena reso ancora più saldo dal rinnovo di contratto. C'è la necessità di capire cosa stia accadendo al giovane più promettente del nostro calcio.

Certamente sta pagando lo sforzo della prima vera stagione da top player in serie A. Nell'anno del debutto in rossonero le sue energie fisiche e mentali erano state centellinate:  22 presenze in campionato per totali 798 minuti, 2 gol più gli spazi della Coppa Italia (4 presenze e 2 reti) e qualche ritaglio (108') in Champions League.

Ora è già arrivato a 46 partite complessive (3460 minuti) complessive tra Milan e nazionale. Da Ferragosto, giorno dell'amichevole contro l'Inghilterra, praticamente non tira mai il fiato e l'appannamento è più che giustificato. Anche il nervosismo fa parte del bagaglio del campione che fatica ad accettare di non riuscire ad esprimersi ai livelli abituali; non gesti contro Allegri, ma di rabbia per se stesso.

Però allo stesso modo non si può non notare come la flessione si sia accentuata con l'arrivo al Milan di Balotelli. C'è un prima e un dopo. Prima del 3 febbraio, giorno di Milan-Udinese, El Shaarawy aveva giocato tanto (22 partite su 22 in campionato) e segnato moltissimo: 15 gol. Già a gennaio c'era stato qualche segnale di crisi: 4 presenze e una sola rete più quella di Coppa Italia contro la Juventus.

Dopo l'arrivo di Balotelli i numeri sono precipitati: 9 partite giocate (su 10) e solo la perla del derby il 24 febbraio scorso. Nulla anche in Champions League nella doppia sfida contro il Barcellona e nulla nelle due occasioni in nazionale contro Olanda e Brasile in cui, tra l'altro, ha avuto come compagno di reparto proprio Supermario. Polveri bagnate laddove prima di Natale bastava nulla per incendiarle.

C'entra qualcosa la convivenza col nuovo attaccante rossonero? Secondo El Shaarawy, Allegri e Prandelli no. In realtà Balotelli assomiglia molto a Ibrahimovic, come sostiene Galliani, anche nel modo di giocare accentrando su di sè molto i flussi offensivi della squadra. Possibile dunque che il Faraone ne abbia risentito. In realtà le sue prestazioni, gol a parte, non sono state tutte negative. Sicuramente male a Cagliari, Genova e contro il Palermo, è stato tra i migliori contro l'Udinese, l'Inter e a Verona.

Nessun dramma, insomma, ma il campanello d'allarme è suonato. Contro la Juventus, a meno di sconti improbabili, El Shaarawy potrebbe avere una nuova occasione di tornare al suo vecchio stile di gioco. Sarà curioso vedere se Allegri gli concederà i 90 minuti dello Juventus Stadium o la fatica mentale del Faraone è una cosa un po' più seria e lunga da guarire.

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