Perché il Milan mette in vendita El Shaarawy

Dalla flessione di rendimento ad alcuni aspetti caratteriali, passando per i dubbi sull’integrità fisica, analizziamo i diversi fattori che hanno spinto i rossoneri a non considerare più incedibile il Faraone

Nicolò Schira

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Chi ha rinchiuso il Faraone nel sarcofago?L'interrogativo è diventato di dominio pubblico dopo la netta involuzione che ha colpito la stella del Milan in questa prima metà di 2013, trasformandolo da astro nascente del firmamento rossonero a oggetto misterioso in Brasile con l'Italia di Prandelli. 

Stephen El Shaarawy ha perduto lo status di incedibile ed intoccabile nella squadra di Allegri e in Nazionale a scapito del gemello diverso Mario Balotelli. Tanto affini e amici fuori dal campo, tanto incompatibili e caratterizzati da un rendimento antitetico sul rettangolo verde. Dopo un girone d'andata da superstar, l'ex Padova è calato vistosamente sia nelle prestazioni sia nell'incidenza sui risultati della propria squadra: con il Milan appena tre reti nel girone di ritorno, mentre in Nazionale da alfiere dell'undici titolare si è ritrovato a essere l'ultima ruota del carro. Tanto da disputare appena 18 miseri minuti in Confederations Cup, assistendo mestamente dalla panchina alle gare contro Brasile e Spagna. 

Diversi i fattori che hanno portato il Milan a valutarne una cessione, avviando i contatti con i club di mezza Europa. Dagli atteggiamenti superficiali in alcuni allenamenti e la riottosità ai carichi di lavoro supplementari sino ad alcune prese di posizione nello spogliatoio da primadonna. Situazioni che hanno visto il Faraone andare in panchina nel big-match contro il Napoli o manifestare il proprio disappunto al momento della sostituzione in un Milan-Palermo con tanto di alterco sfiorato con Amelia. 

Anche a livello fisico si sarebbero palesate alcune perplessità dello staff medico sul campioncino classe '92: un fastidioso problema al tendine potrebbe infatti limitarne l'efficacia in campo e in casa rossonera - onde evitare un nuovo caso Pato, svalutatosi negli anni a causa proprio dei continui infortuni - si preferirebbe così avallarne una cessione. Partenza da imbastire adesso che El Shaarawy è sulla cresta dell'onda e può permettere introiti importanti per le casse della società di via Turati, piuttosto che regalarlo a prezzo di saldo come accaduto col Corinthians per il brasiliano. 

“El Sha” tuttavia non vorrebbe lasciare Milano. Una decisione suffragata anche da motivi personali, dato che si è fidanzato e sembrerebbe in procinto di andare addirittura a convivere con la compagna Ester. Uno scarso gradimento del giocatore che non ha però vietato ai vertici di via Turati di offrirlo a mezza Europa: si attende l'avvento di un possibile acquirente e, nel caso, sarà addio. 

Il crepuscolo di un regno durato lo spazio di un anno. Sembra di sentir riecheggiare alcune dichiarazioni dei senatori al momento dell'addio nella scorsa estate, in particolare Rino Gattuso: "Oggi i giovani vogliono fare i fenomeni, guadagnano tanti soldi e non gli puoi dire niente. Adesso capita per esempio che becchi El Shaarawy e pure lui ti risponde". Era il 14 maggio 2012. A distanza di un anno si potrebbe asserire che l'attuale nuovo tecnico del Palermo avesse già scoperchiato alcune delle lacune del Faraone... 

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