Calcio

Milan, closing 1 o 3 marzo: le tappe e il futuro cinese

Fissata la data del passaggio di consegne con Sino Europe Sports. Fassone pronto a costruire la nuova squadra

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Giovanni Capuano

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Il giorno del passaggio di consegne si avvicina e ora c'è una data certa. Anzi, due. Il closing per la cessione del Milan da Fininvest al consorzio Sino-Europe Sports si farà il 1° o il 3 marzo 2017. Il cda del Milan, convocato appositamente per dare corso agli ultimi adempimenti, ha fissato per quelle due date l'assemblea dei soci. Sarà il momento della verità dopo il rinvio di inizio dicembre a causa della mancanza di autorizzazioni da parte del governo cinese.

Gli investitori che diventeranno proprietari del club pagheranno complessivamente 740 milioni di euro di cui 220 come copertura per i debiti del Milan. I primi 200 milioni sono già stati versato sotto forma di doppia caparra a settembre (in due tranche da 15 e 85) e dicembre, quando l'affare ha rischiato di saltare per le già citate difficoltà burocratiche. In più il gruppo si è accollato anche tutte le spese e il passivo di bilancio a partire dallo scorso 1° circa 70 milioni che dovranno essere immessi immediatamente nelle casse della società per rinforzarla patrimonialmente.

Il piano triennale per il rilancio del Milan

Il closing sarà solo il primo passo ufficiale della nuova società che ha scelto Marco Fassone come amministratore delegato e Walter Mirabelli nel ruolo di direttore sportivo. Come noto dal momento del preliminare di acquisto, sottoscritto nel mese di agosto, i cinesi si sono impegnati a investire altri 350 milioni di euro nel Milan nel primo triennio di attività. Iniezione di denaro che dovrà rendere solido il club e, insieme al piano di aumento dei ricavi, consentire di fare mercato per rafforzare una squadra provata dalle ultime sessioni al risparmio.

Sono tanti o pochi? In assenza di una politica di espansione del business potrebbero non essere sufficienti al rilancio. SES ha in mente, però, una serie di partnership commerciali in Cina e non solo così da aumentare da subito la voce fatturato, in attesa che la squadra rientri nel giro della Champions League cominciando a far fruttare gli investimenti. E poi c'è il progetto, sempre vivo, della quotazione alla Borsa di Hong Kong per monetizzare quanto speso oggi: non subito, ma nel momento in cui il Milan sarà tornato vicino ai livelli di un tempo.

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Le tappe della trattativa per la cessione del Milan

La trattativa tra Fininvest e Sino-Europe Sports è nata sulle ceneri di quella che aveva in primo piano l'uomo d'affari statuniteste Sal Galatioto con Nikolas Gancikoff come front men in Italia. Una cordata uscita allo scoperto nel mese d'aprile dopo il tramonto dell'ipotesi Bee Taechaubol e quando Fininvest ha deciso di cedere la totalità del pacchetto azionario del Milan e non solo una quota di minoranza come con il broker thailandese.

La svolta, però, c'è stata il 5 agosto con la firma del preliminare. Non con Galatioto e Gancikoff ma, a sorpresa, con Yonghong Li e una serie di partner la cui lista definitiva non è mai stata resa nota finora. A settembre il completamento della prima caparra e poi l'attesa per il closing, non realizzato, a inizio dicembre. Problemi di autorizzazioni per portare fuori dalla Cina i soldi a causa della stretta governativa sugli investimenti nel settore calcio.

Quindi la seconda caparra da 100 milioni, proveniente da fondi nelle Isole Vergini come testimoniato da un'inchiesta giornalistica di Milano Finanza, e l'attesa per l'esito finale entro i termini stabili con l'ultima proroga: 3 marzo 2017. Il punto attuale della vicenda.

Il futuro del Milan e il ruolo di Silvio Berlusconi

Il closing chiuderà il trentennio d'oro del Milan, acquistato da Silvio Berlusconi nel 1986 e portato sul tetto d'Europa e del mondo. La nuova società avrà una testa cinese e una struttura italiana costruita da Marco Fassone, al lavoro da quasi un anno come amministratore delegato in pectore. Nelle prossime settimane sarà chiara la composizione del nuovo cda e, anche per rispettare le norme Figc, dovrà essere fatta chiarezza sui partecipanti a Sino-Europe Sports.

Non ci sarà posto per Adriano Galliani nel nuovo Milan, come del resto lo stesso ad ha ripetuto nelle ultime settimane. E Silvio Berlusconi? Yonghong Li non assumerà la carica di presidente e a Berlusconi è stata offerta quella di presidente onorario. L'attuale proprietario nei mesi scorsi si è detto disponibile a patto di poter incidere sulle scelte societarie. Scenario difficile da accreditare e, dunque, non è detto che il nome di Silvio Berlusconi possa continuare ad essere associato a quello del Milan. Il 3 marzo sarà tutto più chiaro.

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