Milan-Barca, c'era una volta il Clasico d'Europa...

... oggi invece, con Balotelli in panchina, gli 11 titolari di San Siro tutti insieme costano la metà del solo Messi. Stadio senza esaurito e tifosi catalani tiepidi: solo 233 prenotazioni per Milano

Giovanni Capuano

-

Anatomia di una sfida che era considerata il 'Clasico d'Europa' e il confronto tra due dei club più belli, ricchi e vincenti del mondo. Era e non è più. Molto per la crisi che ha colpito il calcio italiano impoverendolo di stelle e top player, un po' perché la formula bulimica della Champions League ci costringe al settimo incrocio in due anni tra Milan e Barcellona, buono per i bilanci, considerato che in via Turati sono piovuti 12 milioni di euro per i tre precedenti a San Siro, meno per l'appeal della sfida. Il troppo sazia, nel calcio come a tavola.

Sarà anche per questo che a Barcellona non si sono scaldati più di tanto quando l'urna di Nyon ha rimesso insieme Milan e Barcellona. Malgrado la stampa catalana insista sul concetto del 'Clasico', i soci blaugrana hanno fatto tutto tranne che correre a prenotare la trasferta a Milano. I numeri? Erano stati 5.200 (tutto esaurito) per la sfida dell'autunno 2011. Sono stati 233 in occasione di questa partita, su uno stock di tagliandi pari a 5.210. Come dire che la prevendita ha lasciato vuoto il 95,5% dei seggiolini a disposizione dei tifosi blaugrana. In mezzo c'è stato anche lo scandalo dei biglietti acquistati dai soci e rivenduti come bagarini che ha costretto il club ad innalzare i controlli e mettere limitazioni. Però la caduta verticale di interesse è nei numeri: 233 è il record negativo storico e San Siro non sarà esaurito perché anche i tifosi del Milan non hanno fatto la corsa alla tessera: due anni fa i mini abbonamenti erano 56.827, quest'anno sono 43.620.

Niente 'Clasico d'Europa' anche perché la caduta di valore del Milan è, alla pari di quella del calcio italiano, impressionante. Basta prendere come riferimenti i costi di mercato delle due rose secondo il portale Transfermarkt.it. Il Barcellona è secondo in classifica alle spalle del Real Madrid con un valore complessivo di 582,3 milioni di euro. Il Milan? Si trova 14 posizioni più in basso e tutto insieme arriva a 219,5 milioni di euro con un rapporto di 2,6 volte. Se si mettono in fila, però, gli undici probabili titolari della sfida di San Siro il divario diventa sconfortante.

Il Milan di Allegri non arriva a quota 100 milioni di euro (98,8) con i soli Balotelli (30), Montolivo (18,5) e Abate (11) in doppia cifra come prezzo di cartellino. Il Barcellona vale esattamente 4,01 volte in più (397 milioni di euro) e non ha titolari che valgano meno di 10 milioni (Xavi, per via dell'età): si passa dai 120 milioni di Messi, ai 50 di Neymar, fino ai 45 di Fabregas e Busquets. Se Balotelli dovesse partire dalla panchina, l'undici di partenza del Milan messo insieme arriverebbe a coprire metà del valore assegnato al solo Messi.

Certo, contano anche gli infortunati e la i panchinari. Provando ad allargare il giochino e inserendo qualche alternativa (diciamo tra riserve a testa) i numeri peggiorano. Allegri può schierare Matri (11), Kakà (8) e Poli (8)? Martino risponde con Iniesta (65), Pedro (22) e Song (18). Oppure scegliere Montoya (10) e Puyol (3). Numeri e non solo alla mano, Galliani può rimpiangere le assenze di El Shaarawy (27) e De Sciglio (12), mentre i dirigenti catalani fanno a meno di Jordi Alba (25) e Afellay (8) fuori per infortunio. Roba da mal di testa. Meglio, da 'Clasico' del tempo che fu. Oggi Milan e Barcellona viaggiano su due emisferi lontani un po' come il calcio italiano e quello spagnolo. Passerà. E poi il campo spesso regala sorprese. Per fortuna il calcio non è scienza esatta e nemmeno alta finanza.

Seguimi su Twitter @capuanogio

© Riproduzione Riservata

Commenti