I retroscena di Milan-Barcellona

Ecco cosa è successo fuori dagli spogliatoi nel dopo gara. Galliani a braccetto con Djokovic - le foto della partita - l'analisi tecnica - il sondaggio -

Boateng ed Abbiati esulòtano: il Milan ha sconfitto il Barcellona (Credits: ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

Riccardo Vetere

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Facciamo il nostro ingresso a San Siro con i caldi cori dei tifosi del Barcellona, e usciamo accompagnati dai tifosi del Milan sorridenti, festanti e, perchè no, anche un po' increduli. Il Milan che batte per 2 a 0 "la squadra più forte del mondo", parola di Berlusconi, non se lo aspettava nessuno. Lo stesso presidente rossonero probabilmente non avrebbe potuto sperare tanto. Il clima però, quello sì, era quello giusto, quello delle grandi serate, per provare a centrare l'impresa. Si parte con la coreografia esposta dalla curva sud rossonera che recitava orgogliosamente: "La storia siamo noi", con la gigantografia di Herbert Kilpin, uno dei fondatore del club, a indicare la strada da seguire, quella della storia del club infarcita di successi. E così è stato.

Nel dopo gara, scrutiamo dietro le quinte: Novak Djokovic gira a braccetto con Adriano Galliani per i corridoi fuori dagli spogliatoi, entrambi evidentemente soddisfatti. Nonostante l'assenza del capo per impegni elettorali - è rimasto a Roma per girare la puntata di Porta a Porta - l'amministratore delegato rossonero non sta nella pelle: "Dopo dopo, parlo solo con Milan Channel", grida scherzando alla marea di giornalisti presenti in mix zone: oltre 301, senza contare i fotografi e i cameramen presenti. Tanto che la tribuna stampa è stata estesa fino alla tribuna rossa destinata solitamente ai soli tifosi, proprio per far posto all'enorme numero di radio e televisioni presenti.

Arriva poi Giampaolo Pazzini con un sorriso a trentadue denti e un bernoccolo messo in risalto dai riflettori delle telecamere. Il Pazzo ha preso una bella sberla vicino alla tempia, nello scontro con Carles Puyol durante il secondo tempo. Ha giocato probabilmente la miglior partita da quando è al Milan e fatica così a trattenere la soddisfazione che traduce immediatamente in parole: "Abbiamo fatto una mezza impresa, godiamoci questa vittoria".

Ma non solo felicitá ed entusiasmo sono i sentimenti che filtrano dagli spogliatoi del Milan, perchè emerge anche una certa serietà, simile a concentrazione e al tempo stesso alla consapevolezza che quanto fatto non andrá vanificato al ritorno. C'è ancora il secondo tempo del ritorno da giocare. Lo stesso Allegri rimarca a più riprese il concetto e come un capitano alla truppa ci tiene a dare la rotta: concentrati, la prossima è il derby. E a chi gli chiede se la marcatura a uomo su Messi abbia alla fine funzionato, fa un mezzo sorriso senza dare adito a polemiche. È serata di festa.

Molto nervosismo invece tra i giocatori blaugrana. Il neo papá Piqué avrá forse maledetto il giorno in cui ha deciso di chiamare il suo primogenito proprio Milan "in onore al club rossonero", ha spiegato Sandro Rosell, presidente del Barcellona. E parecchio nervoso è sembrato anche Carles Puyol; la testata con Pazzini fa probabilmente meno male di questa pesante sconfitta. A chi gli chiede di aspettare un momento prima dell'intervista, il difensore spagnolo fa segno - scocciato - di contare fino a cinque, dopodichè volta le spalle e sparisce in fondo al corridoio. Ancor meno intenzionato a parlare Andres Iniesta, una delle grandi delusioni della serata. Addirittura viene scortato all'esterno dello stadio dall'ufficio stampa, qui nel ruolo di bodyguard, il quale ripete come una cantilena a chiunque cerchi di avvicinare il giocatore: "Non parla, non parla" - e domande rispedite ai mittenti -. L'amara serata dei blaugrana prende però un senso grazie alle parole di Jordi Roura, in panchina come sostituto di Vilanova, che riporta tutti coi piedi per terra, se la prende col campo di San Siro definito "disastroso", ma è sicuro che al ritorno la sua squadra ribalterá il risultato.

Scatti e fotografie concesse da Boateng a fine serata, così come da Allegri, accolti come star da qualche ragazzino fuori dagli spogliatoi. E c'è anche spazio per pensare al mercato nella grande serata di San Siro, Giuseppe Riso che si aggira per i corridoi suscita le più svariate idee legate a trattative estive possibili e futuribili. Ma per ora al mercato non ci pensa proprio nessuno. Questo Milan dei giovani sta crescendo a vista d'occhio. I marziani, per una notte, sono proprio loro.

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