Calcio

Il Milan senza gioco e attaccanti: dietro Menez il nulla

Una sola vittoria nelle ultime 7 partite: crisi Inzaghi. El Shaarawy e Torres, insieme 2 reti in 23 ore di gioco

Soccer: Serie A: Genoa-Milan

Giovanni Capuano

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Alla vigilia della trasferta a Marassi, Pippo Inzaghi non aveva lesinato ottimismo: "In questo momento è difficile per chiunque batterci". Detto e fatto. Il Milan non solo è caduto al cospetto del Genoa ma, soprattutto, ha dato impressione di scarsa solidità, dominato a lungo dai rossoblu e castigato come tradizione su palla ferma. Un vizio capitale che si porta dietro dagli anni di Allegri e che nemmeno l'arrivo a Milanello di un mago delle situazioni inattive come Vio sembra aver cancellato. Il sorriso è sparito, dunque, in un pomeriggio. Visi lunghi e confronto in spogliatoio tra Galliani, Inzaghi e la squadra che non più tardi di venerdì aveva ricevuto l'investitura direttamente da Berlusconi. In realtà i numeri non erano buoni nemmeno prima della sconfitta di Genova e ora sono semplicemente peggiorati: 7 punti nelle ultime 7 giornate, una sola vittoria (peraltro figlia di qualche episodio contro l'Udinese) e davanti un calendario da brividi prima di Natale. Inzaghi e ragazzi dovranno affrontare il Napoli avvelenato e poi la trasferta di Roma (giallorossa) sperando di raccogliere punti se vorranno mangiare in serenità il panettone.

Inzaghi peggio di Seedorf dopo 14 partite

I numeri non sono tutto, però fa sensazione vedere che dopo la 14° partita in panchina Inzaghi viaggia a un ritmo sensibilmente inferiore a quello di Clarence Seedorf. Pippo ha raccolto 21 punti contro i 26 di Calrence che a questo punto della sua avventura rossonera era già quasi ufficialmente un ex, scaricato da Berlusconi e da tutto l'ambiente al contrario del suo successore, per il quale si sussurra di un'ipotesi di contratto quinquennale oltre all'attuale impegno fino al 2016. Certo, qualche risultato in più puntellerebbe l'ipotesi, ma così vanno le cose oggi a Milanello. A proposito di confronti con il passato, la partenza del Milan di Pippo è migliore (o meno peggiore) solo di quelle di Allegri versione 2012-2013 (18 punti, ma poi arrivò la rimonta) e 2013-2014 (17 punti e a gennaio esonero). Nelle ultime 5 stagioni tutti gli altri hanno fatto meglio:

Leonardo (2009-2010) 28 punti

Allegri (2010-2011) 30 punti

Allegri (2011-2012) 30 punti

Allegri (2012-2013) 18 punti

Allegri (2013-2014) 17 punti

Seedorf (dalle 20° alla 33° giornata) 26 punti

Inzaghi (2014-2015) 21 punti

Milan d'attacco o di difesa?

Detto che il primo tempo di Marassi è stato pessimo e che le buone partite si contano sulle dita di una mano (o anche meno), il Milan ha evidenti problemi in tutti i settori del campo. La difesa, ad esempio, incassa troppo e sempre con le stesse modalità. Sotto accusa è finito ancora una volta Bonera, che si è fatto anticipare da Antonelli, ma non è che gli altri siano andati meglio: Mexes ha rischiato l'espulsione e Rami si è salvato con la sua fisicità. A centrocampo il rientro di Montolivo dovrà dare frutti, ma bisogna lasciare al capitano il tempo di recuperare fisicamente e come condizione. A Genova aveva un'oretta scarsa di autonomia e si è visto. In generale preoccupa il rendimento esterno: 10 punti su 21 disponibili. Troppo pochi.

Dietro Menez il nulla

Il vero problema, però, è in attacco. Dietro a Menez (7 gol in 14 partite), spesso incostante e innamorato del pallone e però l'unico a essere decisivo,  on c'è niente o quasi. Il giapponese Honda, dopo un ottimo avvio di campionato, si è perso: ultima rete marcata a Verona il 19 ottobre e da lì nessun segnale sotto porta. Torres è precipitato nelle gerarchie, tancto che a Marassi Inzaghi gli ha preferito addirittura Niang e Pazzini nell'assalto finale alla porta del Genoa. Lo spagnolo ha segnato solo a Empoli: una firma in 589 minuti. Lui ed El Shaarawy insieme hanno messo a frutto un bottino di 2 gol in oltre 23 ore di gioco. Il Faraone è in piena involuzione e non ha più nemmeno l'alibi degli infortuni: 1 gol in 11 partite (795 minuti).

Gli altri? Fanno tapezzeria o poco più. Pazzini ha collezionato 106 minuti in campo spalmati in 7 presenze e la volta che Inzaghi ha puntato di più sul centravanti che potrebbe tornare alla Samp è stato contro il Palermo per 22'. Mai titolare e depresso (non a torto). Niang è fermo a 28' in 3 partite. Impercettibile. Il risultato della crisi offensiva è che il Milan, che nelle prime 7 giocate fino al famoso 19 ottobre a Verona, aveva segnato 16 gol alla media di 2,2 reti a partita. Da lì in poi è sceso a 1 secco (7 nelle successive 7 giocate). La crisi parte da qui. Difficile vincere con questa produzione davanti, soprattutto se dietro non hai una difesa di muri invalicabili.

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