Milan, allarme tifosi: mai così pochi abbonamenti

Al debutto stagionale il dato è fermo a 17.350 tessere e contro la Lazio c'erano meno di 40.000 spettatori. Storia di una disaffezione che non si ferma...

I giocatori del Milan salutano un San Siro mezzo deserto – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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Nessuna contestazione, come invece era stato fatto intendere alla vigilia. Cori, applausi a scena aperta e consenso generale per il nuovo Milan di Pippo Inzaghi, entrato nella nuova stagione con un largo 3-1 sulla Lazio che ha pienamente soddisfatto i tifosi presenti a San Siro. Il problema, semmai, è proprio questo: per il debutto stagionale dei rossoneri si sono presentati allo stadio in pochi: 36.674 per un incasso di poco superiore al milione di euro. Un dato allarmante per la società di via Aldo Rossi, anche se si tratta della conferma di un rapporto difficile che ha contraddistinto gli ultimi anni quasi senza inversione di tendenza. I numeri sono impietosi. I 36.674 di Milan-Lazio sono più dei 30.471 del 1° settembre 2013 (Milan-Cagliari) e dei 36.288 del 2012 (Milan-Sampdoria). Sono, però, circa la metà delle affluenze cui il Milan era abituato fino a qualche anno fa, quando il vernissage richiamava allo stadio in media 55-60mila tifosi qualunque fosse l'avversario. Non è più così e il dato di questo Milan-Lazio è preoccupante anche se confrontato con i due precedenti identici vicini nel tempo: i 48.543 del 9 settembre 2011 e i 44.770 del 10 settembre 2006. 

Non è una sorpresa in assoluto, ma a sorprendere ancora di più è il dato della campagna abbonamenti che rischia di stabilire il nuovo record negativo. Malgrado la promozione pubblicitaria, le telefonate a casa dei giocatori più rappresentativi e gli appelli lanciato costantemente nel corso dell'estate, al momento le tessere staccate sono solo 17.350. Un anno fa di questi tempi erano 22.114; il calo è del 21% e non può passare inosservato, anche perché alla chiusura della campagna manca poco ed è difficile ipotizzare una corsa agli sportelli. Nel 2013-2014, ad esempio, malgrado il fresco ritorno di Kakà alla fine ci si fermò a quota 23.618 con un effetto-Kakà stimabile in poco più di un migliaio di abbonamenti. Poco, troppo poco, per sperare che adesso si eviti la discesa sotto la soglia dei ventimila abbonati. I tempi del tutto esaurito sempre e comunque - vanto del primo Milan di Silvio Berlusconi - sono lontanissimi.

La scarsa affezione dei tifosi verso il Milan non è una novità. Il crollo nel numero delle tessere vendute in estate è iniziato nel 2009 con la cessione di Kakà. In un anno si passò da 41.606 a 27.865, le famose 15.000 'vedove' (definizione di Galliani) mai più recuperate negli anni successivi malgrado uno scudetto (che spinse l'anno dopo i tifosi fino a 31.233 abbonamenti) e colpi ad effetto mediatico. Il problema è che anche questi non hanno reso come sperato. Un esempio? A febbraio 2013 il club riaprì la campagna dopo l'ingaggio di Balotelli, mettendo in vendita un carnet scontato per la seconda parte della stagione. Risultato? 713 tessere vendute e dato finale (24.670) in calo verticale rispetto alla stagione precedente (-21%) e superiore solo ai 23.618 dell'anno scorso. Il record negativo che adesso rischia di essere stracciato.

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