Calcio

Fabrizio Miccoli, imputazione coatta per estorsione aggravata

Respinta la richiesta d'archiviazione nell'inchiesta che coinvolge il figlio del boss Lauricella. Nel mirino sms e crediti da recuperare

Matteo Politanò

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Nuovi guai per Fabrizio Miccoli, ex attaccante del Palermo che ha appeso le scarpe al chiodo nel 2015. Il Gup Fernando Sestito ha deciso per l'imputazione coatta dell'ex calciatore nell'ambito dell’inchiesta sull’estorsione subita dal gestore della discoteca Paparazzi di Isola delle Femmine tra il 2010 e il 2011.

Il prossimo settembre Miccoli dovrà così comparire davanti al Gup per rispondere all'accusa di concorso in estorsione aggravata. Un'indagine iniziata già nel 2013 da intercettazioni che scatenarono un putiferio per le presunte offese alla memoria di Giovanni Falcone: 

L'indagine: 

L'indagine è portata avanti dalla Dia per le presunte intimidazioni subite fra il 2010 e il 2011 dal gestore della discoteca Paparazzi di Isola delle Femmine, Andrea Graffagnini. Le intercettazioni hanno messo alla luce le richieste portate avanti dal giovane Lauricella per recuperare un credito. Secondo il giudice per l'udienza preliminare Fernando Sestito Miccoli si sarebbe attivato per recuperare il credito di ventimila euro che vantava un amico, coinvolgendo Mauro Lauricella, figlio del boss mafioso Antonino. Dopo un rinvio dovuto ad un difetto di notifica il Gup non ha accolto la richiesta di archiviazione del pm Maurizio Bonaccorso nei confronti del calciatore disponendo così l'imputazione coatta. Una vicenda su cui si è già celebrato il processo di primo grado con la condanna di Mauro Lauricella ad un anno per violenza privata aggravata e l'assoluzione di Gioacchino Alioto. A settembre si passerà quindi all'approfondimento dibattimentale che chiarirà la posizione dell'ex rosanero: nel mirino ci sarebbe un sms fra Lauricella e Miccoli in cui l’attaccante propone al figlio del boss di tenersi una parte della somma recuperata.

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