Calcio

Mazzone e i deb: "Poco rispetto e i migliori sono all'estero"

Parla il decano degli allenatori italiani: "Soldi? La qualità si paga. I giovani vengono gettati nella mischia e poi buttati via". Zeman, Conte, Allegri e Guardiola: ecco cosa ne pensa...

Carletto Mazzone

Carlo Mazzone è l'allenatore con il maggior numero di presenze in serie A – Credits: La Presse

Con le sue 792 panchine guarda tutti dall'alto in basso. Trent'anni vittorie e sconfitte che lo rendono ancora oggi l'allenatore con più presenze in serie A davanti a mostri sacri come Rocco, Trapattoni e Liedholm. Un curriculum che gli permette oggi di esprimere un giudizio quando gli facciamo leggere i numeri che fotografano le panchine del campionato che va a cominciare come testimoniato nell'inchiesta di Panorama.it. Non gli piacciono, ovvio, e non è solo una questione anagrafica: "Tutti questi giovani lanciati nella mischia... Si prendono responsabilità importanti e poi non appena vanno bene i presidenti li sostituiscono. E' anche una mancanza di rispetto". A Carlo Mazzone non piace la serie A dei debuttanti in panchina (Stroppa, Petkovic e Maran) e dei ragazzotti seduti su panchine che pesano come Stramaccioni all'Inter. Non ne fa una questione personale, però la tendenza è chiara.

Mazzone, il nostro non è più un campionato per vecchi allenatori. E' un bene?

"Ho visto, ma io ho sempre sostenuto che l'esperienza è un pregio e non un difetto quando si deve allenare e con questo ritengo di avere già risposto"

Non le piace questa tendenza al giovane?

"Io penso che Coverciano sia la migliore scuola per allenatori in Europa. Insegna molto di tecnica e tattica, ma nulla sulla psicologia che è fondamentale. Non è facile entrare in uno spogliatoio e parlare con giocatori che sono giovani, ricchi e famosi. Ma mi mare che questo non venga più preso in considerazione"

Non le piace Stramaccioni sulla panchina dell'Inter?

"Non ne farei una questione personale. E' una tendenza ormai in atto da qualche anno. Si prende il tecnico giovane, gli si carica una grande responsabilità e poi se non va bene viene sostituito. E' anche una mancanza di rispetto"

E' un modo per risparmiare. I migliori costano troppo...

"Può essere, certo. Però è proprio la figura dell'allenatore che ha perso valore in Italia a livello di immagine. Faccio una battuta: 'Conta come il due di picche a briscola quando comanda denari'. E' un discorso che riguarda tutti a partire dai presidenti che li scelgono"

All'estero non si fanno questi problemi. E' solo una questione di soldi?

"All'estero sanno cosa prendono e la qualità si paga. I nostri allenatori sono i migliori in Europa. Se grandi club pagano molto per averli non è altro che la conferma di quello che dico"

C'è un solo straniero, Petkovic, in mezzo agli italiani e a Zeman che ormai è uno di noi...

"Meno male... Ci abbiamo sbattuto il muso per tanto tempo e finalmente abbiamo capito. I migliori sono i nostri, inutile cercare altrove"

Zeman che torna in serie A è una bella notizia?

"E' un bene. Lui è ancora giovane malgrado l'età, ha entusiasmo e porta il suo modo di giocare al calcio. E' uno che riesce a farsi capire dai giocatori"

Lo aspettano al varco per le sue dichiarazioni...

"Qualche battuta la fanno tutti. Vuol dire che forse avranno delle cambiali in scadenza..."

Il suo essere un personaggio scomodo può penalizzarlo. Se non dovesse vincere...

"E cosa conta? Ha fatto la gavetta e merita di stare lì. Ha detto qualcosa di troppo? Bisognerebbe essergli riconoscenti. Se si fosse prostituito non sarebbe un grande personaggio. Ha pagato anche per il suo modo di essere come forse è capitato anche a me in carriera per alcune battute, ma lo ritengo un uomo e un allenatore valido"

La Juventus ha scelto di affrontare una stagione senza allenatore titolare in panchina. E' un rischio?

"La Juventus ha deciso di non discutere la moralità del suo tecnico e il resto viene di conseguenza. Può essere un handicap ma la partita si può anche preparare al meglio nel corso della settimana e la mancanza alla domenica sentirsi meno. Non è la fine del mondo"

L'ultima stagione è stata da record per gli esoneri e quella che inizia ha già fatto sentire i primi scricchiolii...

"Mi auguro che non ci si ripeta, però voglio fare una domanda al mondo del calcio: cosa vogliono? Bisogna vincere sempre? E poi chi perde? Non facciamo i bambini. Se uno non fa risultati e viene giudicato inadatto bisogna anche chiedersi se non esiste qualche responsabilità in chi l'ha scelto"

I presidenti non si possono licenziare...

"Loro no, ma anche i dirigenti hanno delle responsabilità e non pagano mai. Quando si vince si è sempre in tanti mentre la sconfitta è sempre di uno solo"

Allegri ha avuto un'estate difficile. Il Milan ha ridimensionato ma l'impressione è che nessuno gli concederà questo alibi. E' giusto?

"Tenga duro più che può. Non è solo un problema suo ma generale anche se è vero che nelle società grandi se non vinci poi hai problemi. Però torniamo alla questione del rispetto. Ci dicono che guadagniamo tanto e quindi non ne meritiamo: io preferirei che un tecnico prendesse meno ma fosse trattato per quello che merita"

Tanti giovani in panchina porteranno necessariamente molte novità in campo?

"Ma quali scoperte... Il calcio è semplice e in vent'anni è cambiato poco. Il possesso palla che va di moda oggi? Lo faceva già Fabbri e nel mio Ascoli chiedevo la stessa cosa ai giocatori. Altro che novità"

Solo mode?

"La verità è che ogni tanto torniamo indietro per andare avanti. E ci meravigliamo di quello che facciamo. Come col Barcellona del mio amico Guardiola. Non ha inventato il possesso palla, solo lo fa in maniera straordinaria"

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