Zamparini scatenato: 'Bravo Grillo! E continuo a cercare per vendere il Palermo'

Il presidente rosanero risponde poi a chi gli dà del “mangia allenatori”…

Uno scatto del presidente del Palermo Maurizio Zamparini (Credits: Tullio M. Puglia/Getty Images)

Riccardo Vetere

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Maurizio Zamparini è definito “il mangia allenatori”. Una sorta di Hannibal Lecter del calcio sempre pronto a sbranare il prossimo che arriva. L’ultimo a finire tra le sue fauci è stato Alberto Malesani, che fa schizzare “l’esonerometro” – concedeteci il termine – a quota 35.

Su 43 allenatori avuti complessivamente, tra Venezia e Palermo, solo in 8 hanno salvato la pellaccia; Walter Novellino è tra questi, e non fa mistero di non condividere questo tipo di gestione, brutale, dei tecnici, “perché così facendo crea solo confusione”, ha spiegato l’ex allenatore rosanero. E la situazione di classifica a Palermo pesa come un macigno ora che l’ultimo posto è diventato realtà e l’incubo serie B si avvicina sempre più di giornata in giornata.

Ora toccherà a Gasperini, già richiamato, tornare al volante e cercare di non sbandare se non vorrà rischiare nuovamente il posto. Panorama.it ha sentito il diretto interessato, proprio Maurizio Zamparini, che ci spiega le sue scelte e si sofferma sul momento, molto nero, poco rosato, del Palermo. Ma il presidente sembra carico e ottimista

Presidente, non possiamo non partire chiedendole un commento sulle elezioni appena concluse. Soddisfatto?

“Sono felice, contentissimo, finalmente la gente è tornata in piazza: bravo Grillo, viva Grillo!”

Ora il Palermo, ultimo in classifica nonostante il buon mercato di gennaio. Ma la squadra è all’altezza?

“La squadra è all’altezza ma è un anno disgraziato. Le ultima partite sono andate così, la palla domenica scorsa non è entrata col Genoa… Ma ce la faremo.

In passato si diceva avesse pensato seriamente di lasciare il Palermo. Ha mai più pensato a questa decisione?

“Neanche in passato sinceramente ci ho pensato. Ma a 72 anni sto cercando persone che entrino nel Palermo, soprattutto dal mondo arabo e ci stiamo appunto lavorando. Lo lascerò per l’età che ho, un uomo della mia età a un certo punto deve dar spazio ai più giovani”

Siamo a 35 esoneri nella sua carriera, dopo l’ultimo di Malesani. Lei è definito il “mangia allenatori”…

“Io sono quello che sono. Con i pregi e con i miei difetti. Questo è un difetto per lo più economico, con tutti questi esoneri mi tocca sborsare diversi milioni in più.

Si è pentito di non aver avuto più pazienza con i suoi tecnici?

“Pentito? No, perchè a volte va bene, altre va male. Preziosi ad esempio ha deciso di cambiare Del Neri, dando fiducia a Ballardini, ed è andata bene…

Una sua vecchia conoscenza come Walter Novellino ha detto che così facendo lei crea solo confusione. Cosa gli risponde?

“Novellino è l’unico che non ho esonerato (ride, ndr), lo chiamò il Napoli dopo l’esperienza con noi e lo lasciai andare. Dico però a tutti quelli che danno giudizi, che prima dovrebbero indossare i mocassini dell’altro. Io sono quello che sono”

Ora torna Gasperini. Può essere l’uomo giusto per portare il Palermo alla salvezza?

“L’ho chiamato proprio per questo, torna con la voglia di salvare la squadra. Lottiamo insieme, speriamo di riuscirci”

Una battuta, infine, sul presidente Cellino finito in galera. Anche De Laurentiis ha espresso la sua solidarietà. È un caso straordinario rispetto agli altri paesi in Europa. Cosa ne pensa?

“Questa è la vetrina dell’Italia giustizialista senza buon senso. È qualcosa di grave. Cellino è vittima di questo sistema, non si può mandare qualcuno in galera per questioni legate allo stadio. Io manderei in galera tutti questi burocrati che impediscono invece di realizzare i progetti”.

Schietto e Chiaro, come sempre.

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