Calcio

Tutti i numeri di Allegri con il Milan

Rossoneri mai così male: nell'ultima stagione con Ancelotti la media vittorie era del 55,32%, oggi è del 29,63% - La diretta  - Fotostory

La delusione di Massimiliano Allegri (Getty Images)

"So che i cicli non durano per sempre". Una frase eclettica e realista che già in tempi non sospetti celava la consapevolezza di essere arrivato al capolinea. Massimiliano Allegri è sempre più lontano dalla panchina del Milan dopo il tracollo contro il Sassuolo, sconfitta storica per il club rossonero che è pronto ad affidare il ruolo di traghettatore a Filippo Inzaghi, attuale allenatore della primavera.

Allegri termina così il suo ciclo pochi giorni dopo l'annuncio dell'addio a fine stagione con il fiato di Clarence Seedorf sul collo. Arrivato nel 2010 su volontà di Silvio Berlusconi, il tecnico livornese chiude con una media vittorie del 51,12%, un vero e proprio tracollo rispetto al 56,67% del periodo rossonero di Carlo Ancelotti. La storia di Allegri con il Milan era però iniziata nel migliore dei modi con lo scudetto al primo tentativo, terzo allenatore più giovane a vincerlo dopo Roberto Mancini e Antonio Conte.

La vittoria della supercoppa è il preludio ad un'altra stagione ad alti livelli, con il Milan che raccoglie un 56,60% di vittorie (meglio del primo anno dove la media era del 56%) con 53 partite giocate, 30 vittorie, 13 pareggi e 10 sconfitte. E' l'anno delle polemiche per il gol annullato a San Siro contro la Juventus con i bianconeri che in volata vinceranno il tricolore. Lo scorso campionato chiude invece terzo e nel Milan si evidenziano i primi segni di crepe insanabili nella rosa e ai vertici del club. La Champions League arriva solamente all'ultima giornata al posto di una Fiorentina che l'avrebbe meritata di più e la media vittorie è del 52,08% con 48 match giocati, 25 vinti, 11 pareggi e 12 sconfitte.

Il tracollo di quest'anno non ha invece precedenti nella storia rossonera: dopo un'estate dai pochi sussulti in fase di mercato, fatta eccezione per il ritorno del figliol prodigo Kakà, il Milan inizia la sua involuzione. La partita con il Sassuolo mette così a referto un girone d'andata da incubo che sommato alle altre competizioni parla di 27 partite con 8 vittorie, 11 pareggi e 8 sconfitte. Risultato: 29,63% di vittorie, un crollo verticale.

Dividendo le partite per competizioni si ottengono così 133 partite in serie A di Allegri con il Milan che vanno distribuite in 74 vittorie (5 appena in questo girone d'andata), 34 pareggi e 25 sconfitte con 237 reti fatte e 1,26 punti a partita. Nell'anno del primo tricolore la media punti era 2,16, in questa stagione 1,16. Un dato chiaro.

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Meglio la situazione nelle coppe europee ma anche in questo caso ci sono dati lontanissimi da quelli che per il Milan sono lo standard: in totale 32 partite di Champions League con 10 vittorie, 12 pareggi e 10 sconfitte. 40 gol fatti e 37 subiti.

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La sua vittoria più alta con il Milan resta il 5-1 al Chievo Verona del 3 novembre 2012 con reti di Emanuelson, Montolivo, Bojan, El Sharaawy e Pazzini, insieme al 4-0 al Catania del 6 novembre 2011 con reti di Ibrahimovic, Seedorf, Robinho e Zambrotta. Tra le sconfitte più alte resta nella memoria il 4-0 in Champions League con il Barcellona del 12 marzo scorso mentre il 6 marzo del 2012 ci fu il 3-0 contro l'Arsenal di Wenger.

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