Calcio

Massaro: “Il Milan di Mihajlovic? Assomiglia a quello di Capello”

L'ex attaccante rossonero tranquillizza i tifosi sulla crisi di risultati: "Nel nuovo gruppo regole e rispetto dei ruoli. Come ai miei tempi"

AC Milan v US Citta di Palermo - Serie A

Teobaldo Semoli

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Tre vittorie e tre sconfitte, con nove gol fatti e otto subiti, e l'undicesimo posto in classifica. Visto così l’inizio di stagione del nuovo Milan di Mihajlovic sembra tutt’altro che entusiasmante e persino peggiore di quello del vituperato Inzaghi che lo scorso anno a questo punto della stagione aveva già raccolto 11 punti con una solo sconfitta. 

E' inevitabile quindi che una certa preoccupazione inizi a farsi largo tra i tifosi rossoneri. Tra questi c’è anche Daniele Massaro, uno dei giocatori che, a inizio anni ’90, ha saputo incarnare al meglio quello stile Milan tanto caro al presidente Berlusconi. Uno modo di essere e di stare in campo che l'ex attaccante rivede, in fase embrionale, nel nuovo gruppo di Mihajlovic…

Massaro, nessun allarme in casa Milan nonostante l'undicesimo posto in classifica?

“Direi di no. Quando si cambia è normale che serva un po’ di tempo per costruire una nuova squadra, ma una sterzata era necessaria dopo i risultati della scorsa stagione”. 

Cos’è mancato al Milan degli ultimi anni?

“E’ mancata la continuità ad alto livello e forse anche una presenza forte e costante del Presidente Berlusconi, che invece mi sembra tornato ai livelli di passione di un tempo”.

E’ Berlusconi il segreto del Milan?

“Anche ai miei tempi la forza del gruppo partiva da lui e dalla passione che era in grado di trasmetterci. Ricordo che in quegli anni, nel passaggio da Capello a Sacchi, veniva spesso a Milanello, dicendoci la parola giusta al momento giusto; magari fermandosi a fare due chiacchiere con chi non giocava. E poi non dimentichiamoci che Berlusconi è sempre stato coraggioso nello scommettere su uomini e talenti emergenti, che poi hanno fatto la storia del calcio”.

Il nuovo staff tecnico e giocatori di oggi sono all’altezza della storia e dello “stile” del Milan?

“Penso di sì. Mi basta vedere come finora nessun giocatore si sia lamentato perché non gioca. In generale percepisco un rispetto maggiore del gruppo verso lo staff tecnico e l’allenatore”.

Quindi ti piace la gestione Mihajlovic?

“Per il momento sì, anche se ovviamente nel lungo periodo dovranno parlare i risultati. L’importante è che Sinisa riesca a trovare un sistema di gioco in cui i calciatori si sentano sicuri e non “fuori posto” come accadeva lo scorso anno, per cercare di mettere in campo un calcio che piaccia ai tifosi e al Presidente. Da questo punto di vista penso che nel Milan di Mihajlovic ci siano molte analogie con quello di Capello, di cui ho avuto la fortuna di far parte”. 

In questo sistema dove e come si inserisce Balotelli? 

“A livello tecnico c’è poco da inserire. Mario è un giocatore con potenzialità straordinarie. Quello che finora gli è mancato è riuscire a far parte di un gruppo, ma sa che per lui è l’ultima occasione. Per questo però è importante che la squadra abbia, in primis, regole e ruoli ben definiti”.

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