Matteo Politanò

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In Francia esplode il caso Verratti. Il centrocampista italiano del Paris Saint Germain vive il momento più difficile della sua esperienza francese iniziata nel 2012. Nell'ultimo turno di Ligue 1 l'ex del Pescara è stato sostituito da Matuidi nella sfida pareggiata 0-0 contro l'Olympique Marsiglia di Rudi Garcia. Un cambio che ha il sapore della bocciatura da parte del nuovo allenatore Unay Emery e che apre scenari di mercato impossibili da ipotizzare la scorsa estate. 

"Dice che gioco male?" Questo il labiale colto dalle tv francesi al momento della sostituzione. La domanda di Verratti era indirizzata al vice di Emery, una polemica che i media francesi hanno subito cavalcato. "Non segna, non fa assist, non produce gioco. Se vuole andare vada via..." ha commentato il giornalista Daniel Riolo. A difesa dell'azzurro sono interventui però Thiago Motta "Non ce l'aveva con nessuno, era nervoso perché non abbiamo vinto" e Thiago Silva: "Non voleva uscire ma bisogna pensare anche alle tante partite che ci aspettano". E pensare che soli quattro anni fa Verratti parlava già da juventino...

"Sono già in una grande squadra e non voglio parlare di mercato" aveva dichiarato Verratti ai giornalisti alla viglia della sfida tra Italia e Spagna di inizio ottobre. Il calciatore è una colonna della nazionale di Giampiero Ventura e tutti i club italiani vorrebbero riportarlo a casa. La Juventus lo segue dai tempi di Pescara e la scorsa estate aveva provato ad acquistare Matuidi, suo primo alter ego nel centrocampo del Psg. Il contratto del giocatore scade a giugno 2021 ma un braccio di ferro interno potrebbe portare ad un divorzio clamoroso. Il procuratore del calciatore, Donato Di Campli, è pronto ad ascoltare anche gli emissari di Milan e Inter e valutare contropartite tecniche per superare il vero scoglio dell'operazione: il prezzo del cartellino. 

Unay Emery, ex allenatore di Carlos Bacca al Siviglia, sarebbe interessato a valutare l'opzione di una contropartita mentre l'Inter potrebbe proporre il cartellino di Geoffrey Kondogbia, delusione nerazzurra dell'ultima stagione. 

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