Malagò scarica Tavecchio: "Ci sarà un finale a sorpresa..."

Il numero uno del Coni a gamba tesa: "ha troppe cambiali da pagare, resettiamo tutto. Albertini? Una sua vittoria sarebbe una grande novità, ma..." - Ecco i voti di Tavecchio

Il presidente del Coni Giovanni Malagò – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, prende posizione nella guerra per la poltrona di presidente della Figc e la sua entrata in scena rischia di cambiare gli equilibri a meno di una settimana dal voto dell'11 agosto. Lo fa in una lunga intervista concessa al quotidiano La Repubblica nella quale, per la prima volta dalle parole razziste di Tavecchio, lascia intendere di considerare il commissariamento della Federcalcio come ipotesi concreta. Non usa troppi giri di parole e si definisce "molto imbarazzato" da quanto sta succedendo nel mondo del calcio italiano. E' un Malagò che annuncia di voler staccare per qualche giorno di ferie, ma di avere "pronto un piano b: se serve rientro subito a Roma. Il senso di responsabilità prima di tutto". 

"Resettiamo tutto" è il pensiero di Malagò, che nei giorni scorsi ha incontrato sia Tavecchio che Albertini: "Il programma di Tavecchio è coraggioso e innovativo. io però gli ho detto che non riuscirà ad attuarlo. Ha troppe cambiali da pagare e le sue idee sono inconciliabili con queste cambiali". Si parla dei grandi elettori del capo dei dilettanti (Lotito e Galliani). La risposta? "Lui mi ha giurato che non ha vincoli con nessuno, stiamo a vedere". E su Albertini il presidente del Coni ha un'idea precisa: "La sua candidatura e la sua vittoria sarebbero di per sé una grande novità. Ma ritengo difficile il successo".

L'analisi di Malagò sul momento del calcio italiano è, però, più profonda e tocca anche la difficoltà per gli ex calciatori di farsi strada nel movimento una volta terminata la carriera in campo: "Da noi i calciatori sono diversi: salvo rare eccezioni appena vedono i soldi pensano che non gli serva altro. Negli altri sport non è così. Gli atleti studiano, si creano percorsi paralleli. I calciatori no. Restano ignoranti"

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