Giovanni Capuano

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Ci siamo salvati, ma l'allarme suona forte e l'Italia di Ventura deve cambiare in fretta strada se non vuole perdersi nella corsa al Mondiale di Russia. La vittoria in Macedonia (2-3) arriva dopo una prestazione difficile da accettare, contro un avversario che aveva già perso contro Albania e Israele (in casa propria) e che per 75 minuti ha meritato il vantaggio che ci stava inchiodando a una sconfitta pesantissima.

Poi Ventura ha ribaltato la nazionale, abbandonato il 3-5-2 contiano, lanciato il cuore oltre l'ostacolo con l'isteria che solo chi ha le spalle al muro riesce ad esprimere e - approfittando del calo dei macedoni - pescato la doppietta salva-Italia di Immobile. Prendiamo i tre punti e la vetta del girone insieme alla Spagna, che ha vinto 2-0 in Albania, e torniamo a casa. Non c'è null'altro di cui gioire. Abbiamo rischiato una Corea contro la 146° nazionale del ranking Fifa, siamo stati a un passo dal tracollo e difficilmente ce la caveremo un'altra volta contro un avversario superiore a questo.

Ventura, troppi errori: così non va

Il risultato non deve ingannare. Alla fine Immobile ha tolto le castagne dal fuoco, ma la sofferenza patita è la somma di una serie di errori imperdonabili. La nazionale non riesce a ritrovare lo spirito dell'Europeo, annaspa non appena la partita si complica, rischia di annegare nei suoi errori e regala tanto. Troppo. Contro la Spagna era stato Buffona spianare la strada a Vitolo, in Macedonia i due gol dei nostri avversari sono arrivati su gentili omaggi di Verratti e Bernardeschi che hanno sbagliato palloni velenosi aprendo la strada verso la porta di Gigi.

Errori individuali, nati però nel contesto di una gara in cui gli azzurri sono stati padroni del gioco solo raramente. C'era curiosità per il lancio contemporaneo di tanti ragazzi nati negli anni Novanta, ma il processo di ristrutturazione deve essere rimandato a tempi migliori. La qualità è scarsa, senza furia agonistica e organizzazione maniacale emergono tutti i limiti e nemmeno la freschezza di Immobile, Belotti e degli altri riesce a compensare. Ventura ne prenda nota e cambi in fretta, perché così c'è il rischio concreto di non andare da nessuna parte.

Il calendario nostro alleato

Per fortuna che a novembre il girone ci porterà solo in Lichtestein, trasferta nella quale è davvero impossibile non vincere. Poi l'Albania in casa a marzo con in mezzo le amichevoli contro Germania e Olanda. E' importante gettare lo sguardo avanti, perché il calendario è al momento l'unico alleato di Ventura. Il ct sostiene di aver bisogno di tempo per far crescere i giovani dietro ai senatori, integrarli nel progetto e provare anche qualche variante tattica come è stato a Skopje con il 4-2-4 della disperazione. Bene, avrà modo di farlo ma senza il patema del risultato per i prossimi sei mesi.

La Spagna, intanto, ha capitalizzato immediatamente il vantaggio del pareggio di Torino andando a sbancare Tirana e fermando la corsa dell'Albania di De Biasi. Non una buona notizia per chi sogna di giocarsi il primo posto con Iniesta e compagni, ma a essere pragmatici e realisti bisogna anche dire che gli albanesi potrebbero essere i nostri veri avversari diretti per un posto almeno nei playoff. Dunque che abbiano perso non dispiace. Ora, però, guardiamo a casa nostra. C'è poco e dobbiamo farlo funzionare meglio.

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