Lo spettacolo del derby di Genova

La stracittadina della Lanterna finisce 1-1 e gioisce solo la Sampdoria: il Genoa resta penultimo alla pari con il Palermo

La coreografia della gradinata sud blucerchiata (Getty Images)

Matteo Politanò

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Può succedere tutto prima, dopo e durante un derby. Un derby tra i più belli e sentiti d'Europa, spettacolo per coreografie e pathos e nettamente meno per quello offerto sul campo. Dopo la retrocessione dei blucerchiati, sancita due anni fa in gran parte dal derby perso con il gol allo scadere di Boselli, ieri i ruoli si sono invertiti con la formazione di Delio Rossi che poteva dare una forte spallata verso il baratro ai cugini rossoblù. La vittoria del Siena contro il Pescara ha infatti permesso alla squadra di Iachini di arrivare a quota 30 mentre il pareggio del Genoa di ieri lascia immutata la percentuale di rischio retrocessione. Non è stato un bel derby, troppo sentito e cattivo come spesso accade negli ultimi anni. Cattivo come il fallo di Matuzalem che, dopo aver fatto terminare la carriera a Brocchi, ha provato a far lo stesso con Nenad Krsticic, costretto ad uscire in barella per un brutto e doloroso trauma distorsivo. Genoa che avrebbe quindi dovuto essere in 10 già dal quarto d'ora e che dopo 28' si è ritrovato sotto nel risultato grazie alla punizione di Eder che ha calciato dal limite sotto la barriera e beffato Sebastian Frey.

Il primo tempo è soporifero ma contro una brutta Sampdoria può fare peggio solo un Genoa inguardabile, forse tra i peggiori dell'ultimo ventennio. Nei primi 45' Romero non deve mai intervenire e il tabellino non conta nessuna occasione per i rossoblù. L'ingresso di Vargas nella ripresa vivacizza un po' la manovra della squadra di Preziosi ma per il pareggio bisogna aspettare una fatalità: Matuzalem sbaglia un cross dalla destra e beffa Romero che difficilmente avrebbe potuto deviare il pallone in angolo. A pochi minuti dal fischio finale il Genoa torna così in partita ma la miracolosa rimonta non riesce e i rossoblù restano a quota 28 punti, alla pari con il Palermo. La Sampdoria lascia invariata la sua distanza dalla terz'ultima in classifica, 9 punti, e fa i calcoli per una salvezza matematica sempre più vicina. Oltre al solito spettacolo delle coreografie, con lo stadio per 3/4 rossoblù e i blucerchiati che hanno inventato un sole a spicchi sovrastato dalla scritta di una celebre canzone doriana "può passare il tempo ma siamo sempre noi", si registrano pochi episodi di tensione rispetto al funestato derby di Roma.

Il momento più difficile da gestire è stato al fischio finale quando un gruppo di supporter genoani ha scelto di sfidare la gradinata sud della Sampdoria con urli e insulti prima di arrivare alle mani. Alcuni dicono che alla base del litigio ci fosse uno striscione rubato, altri negano. Quello che si può raccontare per certo è che una ventina di steward non sono bastati per placare la rabbia dei tifosi genoani fino a che qualche blucerchiato non ha fatto ingresso nei distinti dando il via alle vere ostilità. Calci in faccia, pugni, schiaffi sotto l'occhio sbalordito del servizio d'ordine. A cercare di capire cosa è accaduto è arrivato anche il presidente Edoardo Garrone ma una delle testimonianze dirette arriva dalla pagina Facebook di Blucerchiando , il blog di Panorama.it sulla Sampdoria, e dal racconto di Marta Canessa: "C'era gente, me compresa, che a quel punto è corsa verso l'uscita. Gente che si picchiava, persone a terra. Una donna è stata "menata", tutto questo perché 5 genoani si sono messi contro un'intera gradinata, per una partita di calcio, è uno sport, è un gioco. La gente è pazza, quanta tristezza". Momenti di tensione che per qualche attimo sono continuati fuori dallo stadio dove il 99% dei doriani e genoani ha tenuto un comportamento esemplare tornando ad essere concittadini sereni (chi più chi meno) già dall'aperitivo.

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