Calcio

La resa del Real Madrid: diritti tv centralizzati e meno ricchi

Cambia il mercato televisivo in Spagna. Incasserà al massimo quattro volte più del club più penalizzato dai broadcaster

ATLETICO MADRID VS. REAL MADRID

Giovanni Capuano

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Anche il Real Madrid si è arreso e in futuro gli incassi dalla vendita dei diritti tv della Liga spagnola saranno meno ricchi per il club di Florentino Perez. Una svolta storica per un campionato ancora legato alla formula della cessione soggettiva, come accadeva anche in Italia fino all'entrata in vigore della legge Melandri. Il Real Madrid continuava a resistere sulle barricate, mentre il Barcellona si era arreso qualche mese fa, ma adesso ha cambiato strategia dando il via libera a una rivoluzione che dovrebbe diventare operativa a partire dalla stagione 2016-2017. Basta guerre sante tra società e tv, con aspetti anche comici come il blocco di alcune dirette perché mancava l'accordo con una delle due squadre impegnate. E basta anche alla ribellione delle altre 18, quelle che tutte insieme fatturavano meno della metà dai diritti tv rispetto alle due grandi storiche.

Per capire di cosa si tratta basta dare un'occhiata agli ultimi dati disponibili: Barcellona e Real Madrid insieme hanno incassato nel 2013-2014 ben 549,5 milioni di euro sugli 800 totali garantiti all'intera Liga. Una sproporzione che ha contribuito a rendere un duopolio il campionato, con la meravigliosa eccezione dell'Atletico Madrid, società però con parecchi problemi di debiti e di bilancio. Se fino ad oggi il Real ha incassato 11 volte più del club meno appetibile per le televisioni, con la nuova gestione centralizzata il rapporto scenderà fino a un massimo di 4 a uno.

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Non tutti hanno ancora dato il proprio assenso, in realtà. Resta da superare la posizione contraria dell'Athletic Bilbao, ma il governo spagnolo metterà mano nei prossimi mesi a un'apposita normativa con l'obiettivo di far partire la gestione centralizzata per la stagione 2016-2017. La Liga si allineerà così a Premier League e Serie A, pur restando ancora distante al modello inglese nel quale la società più ricca (Manchester United) incassa solo una volta e mezza in più rispetto a quella più povera (Cardiff).

Cambierà qualcosa per gli appassionati italiani delle gesta di Messi e Cristiano Ronaldo? "No, perchè un'agenzia di distribuzione che è la spagnola Mediapro già da anni detiene il know-how tecnico e le competenze specifiche per distribuire il campionato spagnolo all'estero - spiega Riccardo Silva, anima di MP&Silva, multinazionale italiana che lavora in tutto il mondo con i diritti tv di eventi sportivi -. E' probabile che anche con la nuova formula sia la stessa Mediapro ad aggiudicarsi i diritti esteri della Liga".

"In questo processo di centralizzazione dei diritti TV la Liga segue con sei anni di ritardo l’Italia, che ha centralizzato i propri diritti dal 2010. In questi anni il campionato italiano ha beneficiato di ricavi da diritti TV superiori a quelli spagnoli, ma il campionato spagnolo – soprattutto Real Madrid e Barcellona – ci ha distaccato sotto tutti i punti di vista: risultati sportivi, risultati economici, popolarità mondiale - prosegue poi Silva -. Questo grazie a ricavi molto superiori ai nostri in altre aree di business altrettanto importanti: mi riferisco a ricavi da stadio, sponsorizzazioni, merchandising. Purtroppo primeggiare nel valore dei diritti Tv non basta: se il calcio italiano vorrà colmare la distanza che lo separa dalla Liga, dalla Premier League e dalla Bundesliga dovrà aumentare la redditività di stadio, sponsor e merchandising"

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