Calcio

Macalli: "Queste le nuove sfide per la Lega Pro"

Il presidente del terzo movimento calcistico nazionale parla del futuro tra cambi di organigramma e nuovi media

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Nicolò Schira

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La Lega Pro cambia nuovamente pelle. La terza serie del calcio italiano, da sempre feudo di innovazioni, muta il proprio establishment dirigenziale e prova a modernizzare nuovamente il gioco del calcio con novità regolamentari. In passato l'ex Serie C fu la capostipite dell'introduzione dei tre punti per vittoria. Dopo di che ci fu l'attuazione dei Playoff e Playout, format oggi ormai estesi a tutte le categorie tranne la massima serie.

Il presidente della Lega Pro Mario Macalli è inoltre il più longevo ai vertici di un federazione calcistica professionistica. Al timone dal 1997, ha ancora l'entusiasmo di un ragazzino, tanto da schierarsi attivamente in prima linea in tutte le questioni del calcio italiano (con Lotito è stato il principale elettore di Tavecchio): l'abbiamo incontrato per farci raccontare le future novità in arrivo...

Il primo cambiamento riguarda il vostro organigramma, con l'addio del direttore generale Ghirelli: come mai?
"Nella vita tanti matrimoni finiscono. Sono cose che accadono: è successo anche alla Ferrari e alla Figc negli ultimi tempi. La notizia era nell'aria da diverse settimane e ringrazio alcune persone per la discrezione e per non aver cavalcato la separazione, pur essendone a conoscenza. Da parte mia non c'e polemica: siamo strutturati ottimamente e la nostra Lega funziona bene".

Arriverà quindi un nuovo direttore generale di Lega Pro?
"Se servirà un altro dg, lo prenderemo. Altrimenti possiamo restare anche così. Della parte politica ci occupiamo in prima persona io e il mio vice Pitrolo. Certe strutture comunque avevano fatto il loro tempo, così abbiamo deciso di rinnovarci".

La vostra Lega nell'ultimo ventennio si è caratterizzata per le novità regolamentari introdotte: continuerete su questa strada?
"Abbiamo fatto scelte che il tempo ha dimostrato essere vincenti, anche quando non avevamo direttori generali. Sotto la mia presidenza c'e stata l'introduzione di Playoff e Playout. Addirittura fummo i primi all'inizio degli anni Novanta a puntare sulla scelta dei tre punti a vittoria: eravamo solo io (all'epoca vicepresidente della Serie C, ndr), il presidente Abete e la segretaria. A testimonianza di come contino le buone idee e la voglia di rinnovarsi più che il numero di persone che se ne occupano".

L'addio di Ghirelli quindi non è coinciso con l'appoggio ad Albertini in sede di campagna elettorale Figc, mentre lei e Lotito eravate schierati per Tavecchio?
"Le ripeto: si tratta di un semplice provvedimento avallato da tutti. Quando ci si sposa, è perché si condividono determinati impegni e progetti, ma nel corso degli anni può capitare che le cose cambino. Più poteri richiesti da Ghirelli? Non faccio io le regole. In Lega esiste uno statuto: il presidente ha certe funzioni, il direttore altre. L'importante è che ci sia stata chiarezza fra le parti. Vorrei stare a riposo tante volte, ma invece altrettante volte scendo in campo in prima persona per fare le cose al meglio e ottemperare laddove non sono svolte adeguatamente. Lavoro dalla mattina alla sera senza fermarmi: noi siamo per il fare (espressione lotitiana, ndr)".

In molti si sono divisi sulla frammentazione a tutti gli orari delle gare fra venerdì e lunedì: come è nata questa scelta?
"Non è uno spezzatino come in molti impropriamente lo etichettano, bensì un modo per valorizzare tutte le gare e il prodotto Lega Pro. Suddividere le partite in giorni e orari diversi pemette agli appassionati e agli addetti ai lavori di seguire più gare e di non essere stritolati nella morsa degli eventi delle altre categorie. La televisione e gli indotti derivanti dai media sono una risorsa straordinaria: cerchiamo allora di sfruttare al meglio le potenzialità che il giocare in orari diversi dà alle società per aiutarle ad aumentare gli introiti".

Molti tifosi sono, però, scontenti per essere costretti a seguire la propria squadra alle 11 della domenica mattina in trasferta. Cosa replica al proposito?
"Come tutte le cose nuove richiede adattamenti e costa anche qualche sacrificio, soprattutto all'inizio, perciò capisco il disagio che arreca ai tifosi. Tuttavia ciò potrà portare grandi benefici nel lungo periodo a tutto il movimento calcistico, inclusi ovviamente i club che loro sostengono".

Gli ascolti del canale ufficiale Lega Pro Channel sono alle stelle: siete orgogliosi di questo progetto?
"Io sono fermo al fax, non sono per nulla tecnologico (ride, ndr), ma come tutti posso oggi vedere le partite anche sul telefonino: un esperimento innovativo che abbiamo portato avanti per primi in Europa e che ci farà presto arrivare al milione di contatti unici per turno. Le posso già dire che alcune gare delle 12.30 hanno fatto centomila spettatori: risultati importanti, che ci fanno essere ottimisti per la crescita del prodotto e del suo appeal".

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