Lega serie A: presto sarà guerra sui diritti Tv

Club divisi sulle strategie da intraprendere e i media-partner con cui svilupparle. Con l'idea di un canale tematico che potrebbe fare da detonatore

Una telecamera all'interno di uno stadio. Quante ce ne sono? Chi decide? – Credits: Ansa

Nicolò Schira

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Lunedì prossimo appuntamento in Lega Calcio a Milano per l'ennesima, infuocata assemblea sui diritti televisivi, tema per il quale i club sono sul piede di guerra e le alleanze mutano settimana dopo settimana in ossequio al vil danaro. 

L'ultimo vertice, tenutosi lo scorso 15 settembre, si era concluso con la dura reprimenda da parte dell'MP Silva (la società che gestisce la distribuzione dei diritti del calcio italiano all'estero) in merito agli attacchi delle varie società, spinte dal desiderio di allargare e aumentare i propri indotti. Infront, l'advisor di Lega, è tentato di rilanciare un progetto partorito nel 2009 dalla mente di Adriano Galliani e poi rimasto chiuso nelle scrivanie di via Rosellini: creare un canale tematico interamente dedicato alla Serie A. E per riuscirci Infront si appoggerebbe a Mediaset, contrastando così il tentativo di monopolio Sky

Rispetto a quanto sopra, non è però un mistero che la pay-tv del magnate australiano Murdoch punti alla cessione dei diritti televisivi del prossimo triennio sotto forma di esclusiva, affinché l'attuale valore di un miliardo di euro (tanto è stimata la nostra massima serie) non venga sminuito in futuro. Ad oggi - per quanto riguarda la trasmissione delle sfide della Serie A - Sky e Mediaset vantano un bouquet simile da offrire ai propri telespettatori e nessuna delle due può vantare particolari esclusive sulla competitor. Senza contare che l'emittente satellitare spende circa un terzo in più rispetto ai "rivali" di Cologno Monzese... 

In ogni caso, alle attuali condizioni appare probabile un bando al ribasso per il ciclo 2015-2018. Con la nascita di un canale di Lega, in abbonamento e che potrebbe conquistare una fetta di pubblico di almeno 4-5 milioni di spettatori, che potrebbe quindi permettere alle varie società di incrementare ulteriori introiti. 

La battaglia è appena iniziata e ora tocca ai diversi schieramenti decidere con chi schierarsi. Dietro la guerra dei diritti Tv si celano infatti scontri politico-calcistici che avevano già comportato nei mesi scorsi la spaccatura della Lega in due tronconi: da una parte i club regnanti (Lotito-Galliani-Cellino-Preziosi-Ghirardi-Pulvirenti), dall'altro i dissidenti (Inter-Juventus-Roma-Fiorentina). A telecamere ancora spente le grandi manovre sono appena iniziate.

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