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Calcio

Grande Lazio, battuto il Bayer Leverkusen: mezza Champions è tua

Decisiva una rete di Keita che tra una settimana la squadra di Pioli dovrà difendere. Infortunio per Klose

Sofferta, incerta e per questo ancora più bella. La vittoria della Lazio contro il Bayer Leverkusen nel primo atto del preliminare di Champions League vale oro perchè rappresenta il massimo risultato possibile per la squadra di Pioli, capace di soffrire e di piegarsi senza spezzarsi prima della rete di Keita. Un lampo che ha squarciato l'Olimpico nel momento più difficile per i biancocelesti, mentre i tedeschi stavano predendo saldamente ritmo e campo, con la prospettiva di uscire dai primi 90 minuti con un risultato negativo da ribaltare alla BayerArena. La progressione travolgente di Keita, imprendibile per Tah e bravo a piazzare un diagonale impossibile per Leno, ha cambiato gli equilibri della sfida e, si spera, della qualificazione. La Lazio andrà in Germania con un tesoretto da difendere e potrà impostare la partita come preferisce, agendo di contropiede.


In fondo anche all'Olimpico il meglio si è visto quando il Bayer ha lasciato qualche spazio di troppo. Nel primo tempo con il palo colpito da Klose, impreciso al momento della stoccata con la porta vuota (anche se defilato). E nella ripresa con Keita, prima impreciso davanti a Leno e poi implacabile nel gol vittoria (minuto 77). Se Felipe Anderson avesse finalizzato meglio un contropiede a tempo scaduto il bottino sarebbe stato maggiore. Va bene così, però, perchè il Bayer si è confermato avversario tosto e con qualche limite. Ha sfiorato la rete che avrebbe cambiato il senso del confronto con Bender (palo dal limite dell'area di rigore a Berisha battuto) e non ha concretizzato le fasi in cui ha avuto il controllo del gioco.

Vittoria che vale doppio, quella della Lazio, anche perché a coronamento di una notte non fortunata. Già mancavano in partenza Radu (squalificato), Marchetti e Djordjevic (infortunati). Poi è toccato a Klose farsi male ed essere sostituito nell'intervallo per un guaio muscolare la cui consistenza andrà verificata in vista del ritorno dove Pioli spera di recuperare almeno qualcuno dei suoi titolari. In palio c'è un assegno da 40 milioni di euro, l'incasso minimo che un club si porta a casa entrando nel girone della Champions. Solo due volte nelle ultime sei stagioni, dopo la riforma disegnata da Platini, le italiane ce l'hanno fatta. Il destro di Keita è il piedestallo su cui costruire l'impresa.

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