Calcio

Lavezzi all'Inter: storia di un affare annunciato (e in ritardo di tre anni)

L'argentino doveva sbarcare a Milano nel 2012, poi finì a Parigi. Da dove non ha mai smesso di guardare all'Italia...

Lavezzi all'Inter è la storia di un matrimonio che doveva consumarsi nel 2012 e che è stato rimandato. Tanto, forse troppo. Il Pocho era l'uomo su cui Moratti aveva puntato per rinforzare la squadra nella fase del cambio di ciclo, tra il Triplete e la cessione a Thohir. Trattativa infinita con De Laurentiis, storia di promesse e sgambetti fino all'inserimento del Psg e all'assegno da 31 milioni di euro davanti al quale l'Inter si arrese. Sono passati tre anni e le strade di Lavezzi e dell'Inter tornano ad incrociarsi nel finale di un mercato in cui Mancini continua a chiedere rinforzi in attacco e il Psg, trattenuto fin qui Ibrahimovic, ragiona su una cessione pesante. La formula è la solita di questa estate nerazzurra (Kondogbia a parte): prestito con riscatto fissato e pagamento dilazionato.

Lavezzi, che ha un contratto con il club parigino fino al 30 giugno 2016, ha già trovato l'accordo con l'Inter e prenderebbe 3 milioni di euro per due stagioni con opzione per il terzo anno di contratto. Sarebbe il rinforzo giusto per completare il pacchetto avanzato con Icardi, Jovetic e Palacio, posto che Ausilio cerca anche un'altra punta da consegnare a Mancini. Perisic, trattativa lunghissima e non ancora in fase di definizione, oppure un colpo low cost delle ultime ore perché se arriva Lavezzi non servirà un potenziale titolare ma solo un'alternativa affidabile.

Lavezzi ha lasciato grandi ricordi nelle cinque stagioni al Napoli: rapido e capace di accelerazioni spacca partite, ha spesso trovato anche la via della porta (48 gol in 188 presenze complessive). A Parigi ha fatto bene pur senza esplodere definitivamente. Nell'ultimo anno con Blanc, malgrado la concorrenza di tanti attaccanti, ha giocato tanto: 47 partite (29 da titolare) e 2.520 minuti in campo con 9 gol. Ha sempre guardato con attenzione alla serie A e all'Italia, senza mai nascondere la volontà di tornare un giorno nella nazione che l'ha lanciato. A Milano si è visto spesso nelle giornate di riposo. Un legame che non si è mai interrotto, insomma.

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