La Corea del Nord manda il ct a lavorare in un cantiere, sospiro di sollievo per Marcello Lippi

Nella prima giornata del girone G dell’ultimo mondiale la Corea del Nord si era guadagnata da subito la mia simpatia. Non solo per l’onorevole sconfitta per 2-1 subita contro i mostri sacri del Brasile ma anche per il talento di…Leggi tutto

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Jong Tae Se si dispera dopo il 7-0 contro il Portogallo all'ultimo mondiale EPA/LINDSEY PARNABY

Jong Tae Se si dispera dopo il 7-0 contro il Portogallo all'ultimo mondiale EPA/LINDSEY PARNABY

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Nella prima giornata del girone G dell’ultimo mondiale la Corea del Nord si era guadagnata da subito la mia simpatia. Non solo per l’onorevole sconfitta per 2-1 subita contro i mostri sacri del Brasile ma anche per il talento di Jong Tae-Se, numero nove capace di commuoversi durante l’inno nazionale del suo paese. Ora scopriamo che quelle lacrime non erano di commozione ma di paura. Paura di subire troppi gol e di tornare a casa dovendo giustificare il fallimento.

La formazione coreana scesa in campo contro il Brasile EPA/JON HRUSA

La formazione coreana scesa in campo contro il Brasile EPA/JON HRUSA

L’incubo di doversi giustificare con il regime coreano è diventato realtà nella seconda partita con il 7-0 subito dal Portogallo. Dopo il quarto gol le telecamere internazionali e impertinenti erano andate più volte a cercare lo sguardo di Kim Jong-hun, impietrito e immobile, rassegnato al suo destino. La partita con la Costa d’Avorio ha sancito il risultato finale per la Corea: tre partite perse su tre con 12 gol subiti e uno solo fatto. Una debacle prevedibile ma ciononostante difficile da accettare. Soprattutto per il governo coreano che nei giorni scorsi, come riportato dalla radio Free Asia, ha deciso di umiliare pubblicamente la sua nazionale di calcio lasciando i giocatori in piedi per sei ore su un palco a subire insulti da parte del popolo.

Kim Jong Hun non è più il ct della Corea del Nord. Dopo il mondiale è stato mandato a lavorare EPA/AHMAD YUSNI

Kim Jong Hun non è più il ct della Corea del Nord. Dopo il mondiale è stato mandato a lavorare EPA/AHMAD YUSNI

Punizione esemplare anche per Kim Jong-hun, dimostrazione vivente di come il coro “vai a lavorare” possa essere applicato alla lettera. L’ex ct è stato infatti mandato letteralmente a lavorare; in un cantiere edile a Pyongyang. La notizia non può che risvegliare alcune immagini nella mente del tifoso italiano: le prestazioni imbarazzanti degli azzurri all’ultimo mondiale scorrono in fotogrammi che ci ricordano l’immobilità di Gilardino, la fastidiosa tenerezza di Marchisio senza ruolo, le corse di Zambrotta, titolare in nazionale e riserva nel suo club, e le prove del capitano Fabio Cannavaro che all’ultimo mondiale sembrava voler anticipare la nuova pubblicità di Sky fatta di pessime imitazioni dei giocatori di serie A. L’ultimo della lista è Marcello Lippi, nascostosi più volte dietro alla frase “presto saremo pronti, vi pentirete delle vostre critiche”. Gli italiani stanno ancora aspettando, ma nel frattempo il mister è scappato su uno yacht a largo di Viareggio, altro che cantiere edile.

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