Corea del Nord: dieci domande sulla crisi dei missili

Dimostrazione di forza, innocua provocazione, o ennesimo tentativo per consolidare la leadership all'interno: ecco acuni dei motivi che hanno spinto Kim Jong-un ad autorizzare il lancio

Corea Nord: tacchi 5 cm per Kim Jong-un

Kim Jong un e consorte – Credits: KCNA/EPA

Claudia Astarita

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"Dimostreremo al mondo che siamo una grande potenza che farebero meglio a temere. E lo faremo lanciando missili che, se necessario, un giorno ci aiuteranno a colpire i nostri nemici con testate nucleari". È forse questo ciò che aveva in mente Kim Jong-un quando ha autorizzato l'ennesimo test balistico.

Ecco dieci domande per capire cosa significa, chi spaventa, e quale potrà essere l'impatto di questo test.

Anzitutto, chi è Kim Jong-un?
È il nuovo leader della Corea del Nord , nipote del fondatore del regime Kim Il-Sung e figlio del suo successore Kim Jong-il . Ha 27 anni, ama le scarpe da tennis, le patatine fritte e i parchi dei divertimenti.

Perché Kim Jong-un ha autorizzato un test missilistico?
La Corea del Nord cerca da sempre di dimostrare al mondo di essere una nazione "da temere" e ai coreani di essere una "grande potenza". I test, se non fallissero regolarmente, le permetterebbero di raggiungere contemporaneamente entrambi gli obiettivi.

Chi ha scoperto che la Corea si sta preparando per questo test?
Come è già successo in passato, sono state delle foto satellitari a rilevare "movimenti sospetti" di persone, mezzi e attrezzature intorno al sito missilistico di Sohae.

E' la prima volta che Pyongyang lancia un missile balistico?
No, tra il 2006 e il 2009 sono stati effettuati un paio di test che la comunità internazionale ha punito imponendo pesanti sanzioni che, purtroppo, non hanno portato a nessun miglioramento.

Si tratta del primo test autorizzato dal nuovo leader?
No, il secondo. Molti si aspettavano che il giovane Kim non si sarebbe fatto trascinare nelle avventure bellico-nucleari del regime, e invece appena lo scorso aprile è stato portato a termine il primo test. Che, come i precedenti, è fallito.

Dove dovrebbe arrivare questo missile?
L'unica certezza è che verrà lanciato verso sud, quindi sorvolerà l'isola giapponese di Okinawa per inabissarsi nei pressi delle coste della Corea del Sud o delle Filippine.

Si sa almeno quando verrà lanciato?
No, anche questo non è chiaro. Al momento si dice tra il 10 e il 22 decembre, e tra le sette e le dodici del mattino.

C'è una ragione che giustifica la scelta di questo periodo?
Una ragione ci sarebbe: ricordare al futuro Presidente della Corea del Sud, che verrà eletto il 19 dicembre, che il Nord non ha rinunciato alla sue velleità di riunificazione.

Perché un leader che ama il relax e i parchi dei divertimenti testa così spesso missili balistici?
Non va dimenticato che l'inno personale di Kim Jong-un, quello con cui la propaganda lo ha presentato alla nazione, si intitola "verso la vittoria finale ". Se il giovane Kim venisse meno ai buoni propositi descrittti dalla sua canzone, vale a dire "costruire una nazione potente e prospera", rischierebbe di perdere consensi.

Alla luce dei fallimenti del passato, fino a che punto la comunità internazionale deve temere questi lanci?
Le probabilità di insuccesso del test restano altissime. Eppure, la comunità internazionale non può permettersi di trascurarlo così come non può smettere di monitorare le evoluzioni del regime più isolato del mondo. Per due motivi: la difficoltà di gestirne l'eventuale collasso, e i costi economici e strategici di un'escalation che potrebbe essere innescata in qualsiasi momento da un leader irrazionale con un gesto o una provocazione altrettanto folli.

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