Calcio

Kalinic dice no alla Cina: "Resto alla Fiorentina"

L'attaccante rinuncia a un contratto da 48 milioni fino al 2020. I viola avevano sul tavolo una proposta da 38, respinta

Kalinic

Giovanni Capuano

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I soldi della Cina non possono comprare tutto. Non si prenderanno i gol di Nikola Kalinic, attaccante croato della Fiorentina nel mirino del Tianjin di Cannavaro. Trattativa lunga e ricca, con sul piatto un'offerta da 38 milioni di euro per il cartellino e un ingaggio quadriennale da 12 netti per il giocatore. Che a Firenze guadagna bene (1,2) ma non benissimo considerati i parametri del mercato asiatico.

Kalinic ha rotto gli indugi nelle ore in cui il suo manager sbarcava in Italia per parlare con la Fiorentina. Lo ha fatto confessandosi ai giornalisti del suo paese per dire che non abbandonerà l'Italia: "Resto alla Fiorentina, è una mia decisione. Voglio giocare in Italia, continuando a farlo nel club in cui sono stato per due anni e in cui mi trovo bene".

Fine della storia. Altri hanno scelto diversamente, cedendo ai soldi cinesi anche in età in cui il prepensionamento calcistico è lontano. C'è chi, come il brasiliano del Chelsea Oscar, è stato anche sgridato da allenatori e colleghi. Kalinic, 29 anni, ha preferito fare una scelta differente. Ora proverà a monetizzarla; è pensabile che ci sia un ragionamento con i Della Valle sul futuro. Il contratto è in scadenza nel giugno 2019 e potrebbe essere adeguato. Di sicuro resta la scelta, differente rispetto a quella che in tanti si sarebbero attesi.

"C'è stata un'enorme pressione sul mio trasferimento, tutti mi spingevano in Cina. La stampa è come se si fosse voluta sbarazzare di me, ma non la Fiorentina e i suoi tifosi" ha spiegato Kalinic. Il club cinese, il cui allenatore è Fabio Cannavaro, era convinto di poter chiudere a breve grazie all'invio di intermediari in Italia. Ora dovrà divedere i propri progetti.


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