Kakà al Milan: sarà successo o flop?

Lo abbiamo chiesto ai giornalisti a Milanello nel giorno della presentazione del campione brasiliano

Kakà sorride (Credits: FABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images)

Riccardo Vetere

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Al cuore si comanda? Ma neanche per idea. È questo il messaggio della tifoseria del Milan da quando il sogno Kakà è diventato realtà. E nel primo giorno ufficiale dal ritorno di Richi - come lo chiama Galliani - la gioia e l'entusiasmo fanno a pezzi le logiche tecnico-tattiche. Chissenefrega se serviva un difensore o un centrocampista di maggiore qualità, sembra dire la tifoseria, è tornato Kakà, il bambino d'oro oggi trentunenne, con 4 anni di panchina alle spalle e uno zaino pieno di dubbi, domande e incertezze.

Ma Ricky è leggero come una piuma ora che è tornato a Milano. Asciutto, in forma, non sembrano passati oltre 1500 giorni da quando salutò tutti per vestire il blanco. In conferenza stampa sorride a trentadue denti, perchè "I momenti sembrano gli stessi del passato: mi sembra di non essere mai andato via, quando ritorni così, è troppo bello". Ecco spiegata la felicità in una risposta. È troppo bello per essere vero, perché quando passi del tempo in prigione, per quanto dorata possa essere, ti senti soffocare e avverti il tempo scivolare via come una saponetta dalle mani: "A Madrid è stata un’esperienza molto bella dal punto di vista personale, ma da quello professionale le cose non sono andate come avrei voluto. Per la mia situazione lì, ho perso la gioia di giocare a calcio...". Parole dure, che rendono tuttavia l'idea della "sofferenza" di chi vede i compagni correre sul prato del Bernabeu, mentre tu prendi freddo in panchina. 

Lasciamo la nostalgia e malinconia palpabili accarezzate dalle note di Venditti – “Amici mai” - nella sala conferenze, mentre dagli schermi passano le immagini più belle di un passato che riaffiora - Kakà che si batte il petto, Kakà che segna, Kakà che abbraccia Shevchenko - fino a divenire attualità nel tempo del riscatto. “Mi viene voglia di piangere”, canta Venditti, ma è Galliani il più commosso tra i presenti.

Clima di festa, ma la domanda sorge spontanea pur in questo mare d'entusiasmo: alla fine il ritorno di Ricardino sarà un successo o un flop deludente?

L'abbiamo chiesto ai senatori del giornalismo rossonero, quelli che il Milan lo seguono anche al gabinetto, da una vita. E forse i punti a favore di questa operazione scavalcano quelli negativi, perché vada come vada "sarà comunque un buon affare, sotto tutti i punti di vista. Non sarà un flop, ma nemmeno un successo come nel 2007", è il parere di Furio Fedele del Corriere dello Sport. "Poi, che sia già un successo mediatico lo dimostrano le reazioni di questi giorni; successo mediatico, ma anche tecnico e tattico. Il primo anno soprattutto sarà fantastico per le tante motivazioni che ha: rabbia, rilancio, il Mondiale 2014 in Brasile".

È della stessa idea Franco Ordine - Il Giornale - secondo cui "sarà un successo, perché è molto motivato e perché il Milan gli dà qualcosa in più dal punto di vista dell'ambiente e del calore". Che scotta, verrebbe da dire, a toccare con mano l'ardore dei primissimi giorni: in via Turati, poi da Giannino, ora a Milanello. Gira come ti gira, i viaggi di Kakà per le vie di Milano sono in dolce compagnia, "ora che è a casa", ripete come un ritornello Galliani. 

Che svela un retroscena divertente. Anzi, lo svela Kakà e fornisce l'assist vincente all'amministratore delegato, come i tifosi sperano di vedergli fare anche in campo: "La notte che ho preso la decisione di dire sì al Milan, dopo aver parlato con mia moglie Caroline, ho chiamato Galliani cinque volte per comunicargliela, ma non mi rispondeva...". Risata generale.

"Porterà esperienza nello spogliatoio e sarà un successo commerciale oltre che mediatico - sostiene Marco Pasotto della Gazzetta dello Sport -. Il punto di domanda riguarda il suo stato atletico, perché sono stati 4 anni tribolati. Ma se è integro, come ha detto lo stesso Ancelotti, può dare anche più continuità di quella che ha dato in questi anni Boateng", conclude ricordando che un trequartista è uscito e uno è entrato, per dare attuazione a quel 4-3-1-2 ormai impostato da mesi.

Cambiamenti e novità in vista, dunque. Ma si rivelerà una mossa vincente? "È presto per dirlo", sostiene Tiziano Crudeli, rossonero in anima e corpo. "Il giocatore dice che sta bene; al Milan mancava un trequartista anche se i problemi nascono dietro e non sono stati colmati", ammette non dimenticando come "la difesa sia stata all’altezza di quella della Juve nel girone di ritorno la scorsa stagione e mi auguro che sappia ripetersi".

Il mercato non ha portato i rinforzi sperati in altri reparti, questo è vero, ma è l'entusiasmo l'ingrediente sottovalutato, forse necessario per completare il piatto: "Credo ci sia molta curiosità e il primo ad essere incuriosito è Kakà, che vuole sapere quali sono i suoi valori anche in vista del Mondiale 2014". È invece il parere di Monica Colombo, penna del Corriere della Sera al seguito del Milan: "Anche per questo ha accettato di guadagnare meno - continua -, in Italia è in grado di fare la differenza e spostare gli equilibri, in Europa meno. Ma le motivazioni legate al Mondiale possono fare la differenza. Quando Shevchenko tornò sembrava un successo, poi fu una delusione".

Il campo darà le risposte. Al momento, è l'entusiasmo a travolgere chiunque passi a un metro da Kakà. Perchè al cuore non si comanda, ma la logica vuole la sua parte e lascia aperto l'interrogativo: l'operazione Kakà, alla fine, sarà un successo o un flop? Lo scopriremo solo vivendo... Venditti ci perdonerà.

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