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Calcio

Kakà assolto dall'accusa di evasione fiscale

Il Tribunale di Milano dà ragione all'ex rossonero: non ci fu alcun tentativo fraudolento di abbattere le tasse per circa due milioni di euro

Assolto con formula piena perché il fatto non sussiste: Kakà esce a testa alta dall'accusa di aver creato un presunto "schermo societario" (la "Tamid Sport Marketing Srl") per abbattere le tasse sui "proventi derivanti dallo sfruttamento della sua immagine", evadendo così il fisco per un importo di circa due milioni di euro.

Il giudice monocratico della seconda Sezione penale del Tribunale di Milano ha accolto la richiesta di assoluzione avanzata nella scorsa udienza dal vice-procuratore onorario, secondo il quale "la società era realmente operativa, e non si trattava solo di uno schermo per non pagare le imposte". Dopo la sentenza, soddisfazione è stata (ovviamente) espressa dall'avvocato dell'ex rossonero, Daniele Ripamonti, che ha anche voluto sottolineare: "Il mio assistito avrebbe potuto cavarsela anche grazie alla nuova normativa, in quanto l'abuso del diritto non costituisce più reato, ma i giudici hanno deciso di assolverlo con formula piena, accogliendo in toto le nostre ragioni".

33 anni compiuti lo scorso aprile, Kakà gioca ora negli States con la maglia dell'Orlando City.

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