La Juve perdonata per i cori anti-Balotelli

Nel referto solo una segnalazione e nulla su Vesuvio e "negri italiani": 4.000 euro di multa quando si temeva la squalifica del campo

Uno striscione esposto in curva Sud allo Juventus Stadium nel corso di Juventus-Catania – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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Il timore della Juventus era che l'ennesima domenica di cori contro Balotelli e inneggianti al Vesuvio potesse costare carissimo, fino ad arrivare alla squalifica dello Juventus Stadium. Il Giudice sportivo ha usato invece ancora l'arma della multa: 4.000 euro "per avere i suoi sostenitori, al 4' del primo tempo, indirizzato un coro ingiurioso nei confronti di un calciatore di altra società". Niente discriminazione razziale, anche se resta un mistero dal momento che gli inviati allo stadio di Torino avevano segnalato più episodi con sfondo razziale ('"non ci sono negri italiani") e nei confronti del Napoli ("Vesuvio lavali col fuoco").

Gli addetti della Procura e i giudici di gara non hanno evidentemente sentito nulla o hanno deciso di non riportarlo a referto. La Juventus così si salva con una multa irrisoria pur essendo in diffida dallo scorso 3 novembre. Per questo si era ipotizzato il rischio delle porte chiuse per Juventus-Pescara o della chiusura del settore della Curva Sud. Restà però il problema di una tifoseria che, malgrado lo stadio più nuovo e bello d'Italia, sta collezionando sanzioni su sanzioni.

Prima della decisione del Giudice sportivo relativa a Juventus-Catania, il club torinese aveva già dovuto mettere mano al portafogli in maniera pesantissima: 233.000 euro di multe (ore 237mila) prese per colpa dei propri sostenitori di cui 187.000 in occasione di gare interne e 46.000 per intemperanze in trasferta. Troppo davvero per un impianto in cui l’opera di prevenzione, filtraggio, vigilanza e repressione dovrebbe essere facilitata da tecnologie moderne, organizzazione dei settori e presenza di steward professionisti.

Un record poco invidiabile dopo che già l'anno scorso, nella prima stagione della nuova era con o stadio di proprietà, la Juventus era finita ultima (20° su 20) nella classifica ufficiale della Lega Calcio per sanzioni dovute al comportamento delle tifoserie.

Al club sono state comminate in 9 delle 14 gare casalinghe di questo torneo (1 su 2 in Coppa Italia) e ben 5 volte (3°, 14°, 18°, 20° e 24° giornata) ha evitato la sanzione per l’utilizzo di materiale pirotecnico proprio grazie all’attenuante della collaborazione con le forze dell’ordine.

Poi ci sono stati “lanci di palline di cartone verso un Arbitro addizionale” (Juventus-Inter), “sputi agli Ufficiali di gara colpendoli al volto e sulla divisa” (Juventus-Genoa), “striscioni ingiuriosi verso la squadra avversaria” (sempre Juventus-Inter e Juventus-Napoli), la vergognosa scritta su Superga del derby contro il Torino (“insultante per i tifosi avversari e per la memoria di ogni sportivo… striscione di una ventina di metri esposto per una decina di minuti fino a rimozione degli stewards su disposizione della società”).

Quindi il capitolo cori, costati fin qui 84.000 euro di multa alla Juventus. Cori contro il Napoli e inneggianti al Vesuvio (“discriminazione territoriale”), cori contro Zeman (“discriminazione etnica”) e giocatori di colore in occasione della trasferta a San Siro (“discriminazione razziale”), cori contro Balotelli con l'invito a saltellare sperando vederlo morto e l'odioso "non ci sono negri italiani" dal sottofondo marcatamente razzista.

Dal 3 novembre lo Juventus Stadium è sotto diffida. Dal giorno dei 50.000 euro dopo le intemperanze nella notte della sconfitta contro l’Inter, record eguagliato dopo Juventus-Genoa. In trasferta ci sono i fatti incresciosi di Firenze (5° giornata) così descritti dal Giudice sportivo: “Sanzione di 20.000 euro per avere un gruppo di sostenitori fatto irruzione in un bar all’interno dello stadio, forzando la porta di ingresso, danneggiando gli arredi e asportando alcune confezioni di prodotti”. Spesa proletaria e assalto che si è ripetuto a Parma all’esterno del Tardini qualche mese più tardi.

Un curriculum che colpisce perché lo Juventus Stadium è indicato dallo stesso Viminale come il laboratorio del buon calcio, il modello che dovrà avvicinare l’Italia all’Inghilterra e alla Germania. Non a caso l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive ha spesso sottolineato l’ottima collaborazione instaurata con la Juventus.

Proprio attraverso Panorama.it il portavoce dell'Osservatorio sulle Manifestazioni sportive, Roberto Massucci, ha spiegato come l'impianto di Torino sia concepito proprio per la repressione e punizione delle condotte non corrette. Passarla liscia a Torino, insomma, è molto più difficile di quanto possa accadere negli altri stadi italiani tra telecamere, posti nominali e steward. Anche così si spiega il record della Juventus che, però, affonda anche le radici in una questione che la società dovrà per forza affrontare.

L'augurio è che gli ultimi fatti spingano il presidente Agnelli e i dirigenti a prendere nettamente le distanze da chi si macchia di questi atti che danneggiano prima ancora di tutti la stessa Juventus. E' una questione di immagine ma non solo. L'ultima sfida da vincere.

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