Juve, adesso è davvero dura

Girone a rischio e quanti incroci scomodi con il campionato. Conte: "Cammino molto più duro dell'anno scorso" - le immagini di Juve-Gala  - la rassegna stampa

Giovanni Capuano

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Gli ottimisti guardano a un anno fa, quando i due pareggi nelle prime due gare di Champions League furono la porta per una qualificazione arrivata addirittura in anticipo. I pessimisti sottolineano come, invece, la prospettiva di affrontare due volte il Real Madrid costringa la Juventus a giocarsi tutto in una trasferta impossibile a Istanbul. Conte fa parte di questo secondo gruppo e dopo il pareggio contro il Galatasaray, maturato come una vera e propria beffa nel finale, non lo nasconde. E' la Juventus 2.0 in Champions, quella che rischia davvero di salutare l'Europa che conta già ai primi di dicembre.

"Adesso è dura, anzi durissima" accenna Conte a un microfono. E poi rincara la dose pochi metri più in là nell'affollata sala stampa dello Juventus Stadium. Analisi spietata: "Non bisogna disperarsi perché mancano quattro partite, dobbiamo metterci il coltello tra i denti e sapere che sarà molto dura. La qualificazione è una strada in salita". Quanto in salita? Basta dare un'occhiata al calendario del girone. Raccolti due punticini contro Copenaghen e Galatasaray, ora i bianconeri andranno al Bernabeu per vedersela con il Real Madrid che poi ospiteranno al ritorno a Torino il Copenaghen e chiuderanno a Istanbul.

"Molto molto dura, molto più dura rispetto all'anno scorso perché oggi abbiamo pareggiato in casa contro una diretta concorrente e la sfida importante sarà lì in casa loro" ammette Conte. Un anno fa la Juventus era partita con il 2-2 di Stamford Bridge, cui era seguito l'1-1 casalingo contro lo Shakhtar e l'1-1 esterno contro il Nordsjelland. Per qualificarsi erano serviti 12 punti (prime nel gruppo) conquistati vincendo in Ucraina e travolgendo in casa Chelsea e Nordsjaelland. Un ritorno perfetto. Quest'anno di punti bisognerà farne almeno altri 7-8 per non finire in Europa League. Dove? Diciamo 3 in casa contro il Copenaghen e necessariamente 3 o contro il Real Madrid o contro il Galatasaray in casa loro. Almeno una delle due sfide andrà vinta.

Intrecci pericolosi che rischiano di complicare anche la vita in campionato. Mettendo in parallelo i due calendari vengono i brividi. La trasferta al Bernabeu cade il 23 ottobre preceduta da Fiorentina-Juventus e seguita dalla partita casalinga contro il Genoa. Il ritorno allo Juventus Stadium contro il Real Madrid (5 novembre) ha come antipasto la trasferta a Parma e come completamento Juventus-Napoli. Poi c'è il Copenaghen stretto tra Livorno-Juventus e Juventus-Udinese e la chiusura con il viaggio a Istanbul (10 dicembre) in una settimana tutto sommato semplice, aperta dalla trasferta a Bologna e chiusa con la sfida al Sassuolo.

Gran parte della stagione della Juventus europea si giocherà lì. Guai a sbagliare, perché oltre al danno ci sarebbe la beffa di una discesa nel girone infernale dell'Europa League che costringerebbe Conte a ben quattro impegni tra il 20 febbraio e il 20 marzo, compressi nelle giornate decisive per lanciare lo sprint scudetto. Ipotesi che a Vinovo non vogliono nemmeno prendere in considerazione, anche se quel gol di Bulut complica davvero i piani.

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