Game over Juve. Troppo Bayern per Conte

Avventura finita, ma il bilancio bianconero è positivo. Tedeschi favoriti per la Champions? - immagini - diretta Twitter - cosa separa Juve e Bayern

I giocatori del Bayern festeggiano dopo il vantaggio di Mandzukic – Credits: Afp

Giovanni Capuano

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Serviva un'impresa ma davanti a questo Bayern non sarebbe bastato forse un miracolo. Niente semifinale di Champions per la Juventus: l'avventura finisce qui e non è detto che sia una delusione. Conte lo sapeva e aveva avvisato che per i bianconeri si sarebbe trattato di un esame da affrontare a testa leggera. I migliori sono loro, la strada per raggiungerli è lunga ma è anche già stata in parte percorsa. Non bisogna vergognarsi di non essere riusciti a sovvertire pronostico e forze in campo. Non sempre accade.

A Torino si è ripetuto il copione dell'Allianz Arena e il risultato ha sorriso ancora ai bavaresi: 2-0 come all'andata. La sentenza l'ha scritta di testa Mandzukic al minuto 63 su respinta ancora non perfetta di Buffon, ma la speranza di poter ribaltare lo 0-2 di Monaco si stava lentamente spegnendo come un cerino col passare del tempo. Il Bayern ha controllato e dominato, ha saputo soffrire nei pochi momenti in cui la squadra di Conte ha alzato il ritmo e poi ha colpito con chirurgica precisione arrivando al raddoppio con Pizarro a tempo quasi scaduto.

Il gol di Mandzukic non è arrivato come un'oasi nel deserto. Era stato preceduto da un palo di Robben a portiere battuto (57') e nel primo tempo da un paio di sveglie per Buffon, che ci teneva particolarmente a rifarsi dopo la serataccia di Monaco prima di incassare le scuse di Beckenbauer. La Juventus? Due punizioni di Pirlo dal limite, uno spavento per Neuer e il palo esterno colpito da Quagliarella a inizio ripresa, ultima fiammata prima del monologo tedesco.

Peccato anche se in fondo era tutto abbastanza prevedibile. Solo due volte nella loro storia i tedeschi erano stati eliminati partendo da un 2-0 nella gara d'andata. Difficilmente l'avrebbero concesso nella stagione in cui, dopo aver perso due finali nelle ultime tre edizioni, sembrano programmati per vincere. Personalità, tecnica e organizzazione: la squadra di Heynckes ha davvero tutto a partire da una difesa impenetrabile se coperta a dovere come accaduto nei 90 minuti dello Juventus Stadium. In Champions League aveva incassato fin qui 10 gol in 9 partite. La Juventus non ha mai dato l'idea di poterla scalfire malgrado i tentativi di Conte, partito con Vucinic-Quagliarella e poi passato a Matri. Tutto inutile.

Hanno pesato molto anche le assenze. Lichtsteiner sulla fascia destra e Vidal come incursore avrebbero fatto comodo. Padoin e Pogba non hanno demeritato, ma è mancato qualcosa anche a livello di cambi. Marchisio, ad esempio, è in una fase di difficoltà fisica e il cileno avrebbe potuto consentire a Conte di alternare le forze a disposizione invece di essere costretto a tenerlo in campo per 78 minuti prima di sostituirlo con Giaccherini a partita virtualmente conclusa.

In semifinale passa il Bayern e mai verdetto è stato più corretto. Real Madrid e Barcellona faranno bene a considerare i tedeschi come i veri favoriti per questa Champions League: hanno vinto 16 delle ultime 17 partite giocate perdendo solo il ritorno con l'Arsenal in Europa e conquistando la Bundesliga con sei turni d'anticipo e 20 punti di vantaggio sul Borussia Dortmund che completa il quartetto delle semifinaliste. E' quasi difficile pensare che Guardiola possa essere un valore aggiunto per questo gruppo anche se sarà bene fidarsi di Rummenigge e dei suoi dirigenti capaci di costruirsi pezzo per pezzo una squadra giovane e fortissima.

La Juventus può chiudere con un bilancio positivo la sua prima avventura in Champions della nuova era. Ha superato un girone difficile togliendosi lo sfizio di eliminare il Chelsea campione in carica. A Glasgow ha dato spettacolo e contro il Bayern ha misurato i suoi limiti. Conte ha chiesto rinforzi di livello internazionale: Llorente forse non basterà, ma proprio il Bayern è la dimostrazione che con una buona programmazione si possono raggiungere grandi risultati. A proposito: a luglio Heynckes non siederà più sulla panchina del Bayern Monaco. Fossimo in Moratti o in chiunque deve progettare un nuovo corso faremmo di corsa il suo numero di telefono per convincerlo a mettersi al lavoro. Qualsiasi siano i suoi piani.

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