SS Lazio v Juventus FC - TIM Cup Final
Calcio

Juventus, la Coppa Italia è tua: adesso il Triplete è vicino

Battuta la Lazio nella finale dell'Olimpico. Decide Matri e il gruppo di Allegri si dimostra pronto per Berlino

Qual è l'immagine della serata che regala alla Juventus la decima Coppa Italia della sua storia? Non quella di capitan Chiellini che riceve il trofeo dal presidente Mattarella e poi lo alza al cielo di Roma e nemmeno la gioia urlata di Matri dopo aver insaccato la rete del 2-1 nel cuore dei supplementari. La foto che rimane scolpita e che spiega a tutti cosa sia questa Juventus campione d'Italia e trionfatrice nella coppa nazionale è il ripiegamento feroce di Tevez dopo oltre 100 minuti di calcio agonisticamente intenso. Sono i suoi 70 metri a inseguire il pallone stroncando un contropiede della Lazio, che cerca il pareggio che forse meriterebbe. Carlos Tevez, anima e corpo di una squadra che adesso ha due settimane abbondanti di tempo per preparare lo sbarco a Berlino e l'appuntamento con la storia. Il Triplete non è più un sogno e nemmeno un'utopia: è diventato un progetto concreto lontano soli 90 minuti. I più difficili, sia chiaro, ma battere il Barcellona si può e non sarebbe giusto precludere alcun traguardo alla magnifica squadra di Allegri.

 

Contro la Lazio è servita anche un po' di fortuna prima di arrivare all'estasi della vittoria. Non c'è nulla di male a sottolinearlo quando nell'arco di 200 secondi si passa dal doppio palo incredibile di Djordjevic a Storari battuto, alla rete di Matri che per arrivare a calciare davanti a Berisha vince anche un paio di rimpalli. Buona sorte e determinazione che hanno consentito ai bianconeri di risalire la corrente all'inizio, quando un colpo di testa di Radu ha punito una difesa non attentissima, e di restare con i nervi saldi poi. Minuto numero 86: Matri da poco entrato trova la via della rete ma Orsato, su indicazione di Stefani (uno della terna di Rio de Janeiro) annulla. La movilla dirà che era buono per questione di millimetri, ma la Juve non si ferma sull'errore e tira dritto. Anche questo è un segno di forza incredibile.

Il resto lo fa una partita molto bella e intensa, giocata in un clima di grande civiltà che ha riscattato la finale di Coppa Italia a un anno di distanza dalle vergogne del 3 maggio. Si è parlato solo di calcio ed è una bella notizia. Il presidente Mattarella in tribuna si sarà divertito parecchio e il suo monito perchè il pallone torni a rotolare nella correttezza è condivisibile. La Juve ha giocato con il 3-5-2 contiano e ha avuto il peggio da Pogba, in ritardo di condizione, e Llorente che ormai non è più un elemento decisivo del meccanismo. Il francese soprattutto è il cruccio di Allegri che deve recuperarlo fisicamente al meglio per Berlino dove non ci potrà essere nessuna flessione.

La Lazio avrebbe meritato di più per come se l'è giocata. Ha il torto di aver disperso il patrimonio del vantaggio immediato lasciandosi rimontare da una magia di Chiellini. Però rispetto al campionato, dove nelle ultime due stagioni era sempre stata travolta dai bianconeri, è rimasta in partita fino alla fine e può appellarsi anche alla sfortuna. Pioli ha un gruppo eccezionale, pronto alla volata per la Champions League che nobiliterebbe l'annata rendendola indimenticabile. Adesso dovrà far recuperare ai suoi tonnellate di energie piscologiche e fisiche entro lunedì, il giorno del derby: appuntamento da non sbagliare al quale, però, i biancocelesti sembrano arrivare molto meglio della Roma. Non sempre avranno davanti la feroce determinazione di Tevez e della Juve.

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