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Juventus, ecco 5 motivi per pensare all'impresa Champions contro il Tottenham

Il pareggio di Torino mette Allegri spalle al muro. A Londra serve il successo: recuperi, atteggiamento, errori e limiti inglesi le carte dei bianconeri

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Giovanni Capuano

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Il pareggio nella gara d'andata a Torino (2-2) mette la Juventus nella posizione scomoda di dover fare un'impresa a Wembley nel ritorno del 7 marzo per non chiudere in anticipo la sua corsa nella Champions League. Serve vincere o pareggiare segnando almeno 3 reti contro il Tottenham che si è dimostrato avversario temibile. Difficile, ma ci sono ragioni per ritenere possibile il ribaltone, a patto di cancellare i troppi errori commessi nei primi 90 minuti.

Nemmeno il doppio vantaggio immediato di Higuain è stato un'assicurazione sufficiente per i bianconeri, protagonisti di una prestazione contraddittoria e insufficiente dal punto di vista della personalità e della tenuta del campo. Allegri si è arrabbiato sostenendo che non si potesse "ammazzare" il Tottenham in una sola notte, ma la sensazione è stata di un'occasione persa e di uno sviluppo della gara che ha sorpreso negativamente lo stesso tecnico.

E' come se l'orologio della Juventus sia tornato indietro alla primavera del 2013 e all'ultimo ko casalingo in Europa contro il Bayern Monaco che allora era superiore nettamente. Gli Spurs hanno a tratti dominato all'Allianz lasciando l'impressione di avere maggiore qualità e condizione fisica rispetto ai bianconeri che dopo Cardiff non sono ancora riusciti a confermare di avere le potenzialità da top in Europa.

Nonostante tutto ci sono almeno 5 motivi per pensare che la qualificazione sia ancora alla portata della Juventus. Non sarà facile perché il Tottenham si è preso un bel vantaggio e al ritorno potrà gestire un doppio risultato, però la notte di Torino ha lasciato in eredità alcune indicazioni positive su cui costruire l'impresa di Wembley del prossimo 7 marzo.

Ecco 5 motivi per pensare alla qualificazione della Juventus

Il punto di partenza è che per almeno un'ora è stata una Juventus troppo brutta per essere vera. Una squadra che ha smarrito carattere e certezze su cui aveva costruito la corsa fino alla finale della passata stagione. Timida, impaurita, dominata a centrocampo dalla tecnica del Tottenham e incapace di ribaltare l'inerzia della partita che pure si era messa benissimo all'avvio con la doppietta di Higuain.

Allegri non ripeterà errori di formazione e atteggiamento - Molto del flop juventino è dipeso da errori di lettura da parte di Allegri. Il tecnico livornese ha scelto una formazione molto aggressiva e in avvio ha sorpreso gli inglesi, poi però è rimasto passivo quando Pochettino ha riorganizzato i suoi. La Juventus si è tirata indietro troppo presto confidando sulla solidità del troppo muro: errore di atteggiamento. E anche volendo farlo, sarebbe servito un centrocampista in più per non lasciare Pjanic e Khedira in costante inferiorità numerica. Invece il primo cambio tattico è arrivato solo dopo 76 minuti. Troppi.

Torneranno Matuidi e Dybala - Non è un alibi, ma concedere tre titolari (o presunti tali) come Matuidi, Cuadrado e Dybala in un ottavo di finale di Champions è tanto anche per chi ha una rosa profonda come la Juventus. Soprattutto il francese è una pedina che mette in equilibrio tutto il quadro e consente di fare il 4-3-3 senza chiedere agli esterni di trasformarsi in terzini. Allegri non ha pareggiato per le assenze, ma è indubbio che non è arrivato con tutte le carte al primo incrocio decisivo della stagione.

Buffon e Higuain, troppi errori individuali - La Juventus ha anche pagato alcuni errori individuali che si considerano irripetibili in questa quantità e contemporaneità. Il rigore calciato da Higuain sulla traversa dopo che il Pipita si era già mangiato il 3-0 in contropiede e le incertezze di Buffon (fatale quella sulla punizione del pareggio) hanno fortemente condizionato l'esito della sfida penalizzando i bianconeri. In condizioni normali e pur riconoscendo al Tottenham i meriti di una grande prestazione, il risultato potrà essere diverso senza tutti questi sprechi.

La difesa perforabile del Tottenham - I 90 minuti di Torino hanno confermato che il Tottenham ha grandissima qualità da centrocampo in su ma anche limiti evidenti nella fase difensiva. L'avvio è stato da brividi e le rare volte in cui la Juventus ha messo pressione è andata in porta. L'obiettivo di segnare a Wembley, sentiero da cui passa la qualificazione non bastando lo 0-0, è ampiamente alla portata della squadra di Allegri che ha tutte le armi per mettere in crisi gli inglesi soprattutto sugli esterni.

Il Tottenham rimpiangerà di non aver vinto - Infine una considerazione di carattere psicologico. Pur avendo a lungo tenuto il centro del ring e dominato, come dice Pochettino, il Tottenham non ha capitalizzato al massimo la serata no della Juventus. Il 2-2 è un ottimo risultato, non una sentenza definitiva. Anzi. Al ritorno sarà una Juve diversa e non aver dato il colpo del ko a Torino potrebbe pesare nell'economia del doppio confronto e della qualificazione.

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