Juventus Siviglia Champions League 2016-2017
Calcio

Juventus-Siviglia 0-0: niente vittoria né reti, ma tante indicazioni per Allegri

Allo Stadium esordio in Champions tra errori e occasioni mancate in un match che deve far riflettere il tecnico bianconero

L'Europa non è l'Italia e la Juventus farà bene a capirlo in fretta. Dominante in serie A, superiore a tutti con disarmante facilità in un campionato che si avvia a cercare di conquistare per la sesta volta consecutiva, la squadra di Allegri ha sbattuto sul Siviglia nel debutto in Champions League rimediando uno 0-0 casalingo che non compromette nulla, ma che va accolto come lezione da mandare a memoria per il futuro.

Troppa fatica ad imporsi e ad uscire dalla ragnatela imposta dall'ex ct del Cile Sampaoli, qualche errore e un pizzico di sfortuna in occasione della traversa di Higuain a portiere battuto: la sintesi della sfida dello Stadium è qui. Ha ragione Allegri a dire che non bisogna fare drammi e che il girone è ancora lungo, ma ora il calendario mette i bianconeri davanti a due salitelle in trasferta in cui sbagliare sarà vietatissimo. La Juventus punta ad arrivare a Cardiff e per farlo non può non pensare di dover vincere il girone; passare agli ottavi non è abbastanza.

Serve la qualità di Pjanic a centrocampo

La prima annotazione è che in Champions non bastano Asamoah e Lemina. Serve più qualità a centrocampo e l'esclusione di Pjanic all'inizio, che Allegri ha motivato con ragioni fisiche, ha penalizzato in maniera eccessiva lo sviluppo della manovra. Asa e Lemina sono ottimi per la serie A, ma a questi livelli serve di più e gli opponenti del Siviglia hanno avuto gioco facile a mandare in tilt le fonti del gioco bianconero. Quando è entrato Pjanic la musica è cambiata.

L'altra eredità che lascia la sfida dello Stadium è la necessità di essere camaleontici. Sampaoli aveva promesso di fare un partita d'attacco, ma il suo Siviglia ha dimostrato come si possa dire qualche bugia per essere competitivi e si è difeso come se fosse l'Atletico Madrid. La Juventus è stata identica a se stessa, con il 3-5-2 e davanti Higuain-Dybala: non è detto che in Champions League non si possa anche immaginare di varare un modulo differente, con la difesa a quattro e magari un tridente offensivo che esalti la qualità degli esterni a disposizione.

Higuain isolato va in sofferenza

Gonzalo Higuain non si è ripetuto e non ha timbrato il debutto europeo con la rete. Non è colpa sua, nel senso che il colpo di testa finito sulla traversa può essere iscritto nel capitolo dei colpi di sfortuna, mentre per gran parte della gara l'argentino è rimasto isolato nell'area avversaria. In particolare nel primo tempo sono arrivati pochissimi palloni al Pipita che in queste condizioni fatica da morire ad offendere.

Higuain è un giocatore diverso da Mandzukic e sta facendo cambiare anche il modo di giocare di Dybala, meno seconda punta e più trequartista. Contro il Siviglia Dybala non è mai arrivato alla conclusione (zero tiri la sua statistica), lasciando sulle spalle del solo Gonzalo il peso dell'attacco; alla lunga può essere un limite, soprattutto contro squadre organizzate e toste come le avversarie che la Juventus trova in Europa.

Ora Zagabria e Lione: servono due vittorie

Nessun allarmismo, ma siccome l'orizzonte della Juventus è ambizioso non si deve nemmeno fare finta che il pareggio contro il Siviglia sia il viatico migliore per il girone. Anche perché il Lione ha messo in mostra qualità inattese strapazzando la Dinamo Zagabria. Il calendario propone adesso ad Allegri una doppia trasferta a Zagabria e Lione nella quale è quasi d'obbligo inseguire una doppia vittoria.

Il rischio è doversi giocare una fetta importante di cammino europeo a Siviglia il 22 novembre, penultimo turno della prima fase. Sarebbe uno scherzo del destino per una squadra che proprio a Siviglia un anno fa ha buttato via il primato nel girone. Guai a ricaderci ancora.

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