Calcio

Juve, la sconfitta fa male (ma il sorteggio non è terribile)

caduta imprevista a Siviglia e secondo posto nel girone: ecco cosa può succedere adesso alla squadra di Allegri

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Giovanni Capuano

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La caduta di Siviglia fa male, ma potrebbe non essere tutto nero come sembra tornando dalla trasferta in Spagna che ha sancito la beffa: Juventus seconda nel girone della morte e sorteggio che si annuncia duro a Nyon, dove si conoscerà il destino nella seconda fase della Champions League. Un brutto passo falso, ma con tante speigazioni a partire dagli errori di Morata.

A centravanti invertito non ci sarebbe stata storia e la bella notizia è qui: anche giocando non al massimo della sua ferocia, già qualificata e con in testa la sfida di domenica con la Fiorentina, la squadra di Allegri è stata capace di creare almeno 4-5 occasioni limpide sul campo della detentrice dell'Europa League. Se poi Alvaro ha perso la strada della rete, il discorso si fa più complicato e diventa impossibile vincere. Però il gioco si è visto e a tratti i bianconeri hanno scherzato con la difesa spagnola.

Morata, crisi senza spiegazione

L'assenza di Mandzukic, ai box per la febbre, aveva dato a Morata una chance per riprendersi la Juventus. Possibilità sprecata in pieno e la disabitudine del puntero al gol sta diventando un problema per Allegri. Cosa è successo all'attaccante che due mesi fa segnava per la quinta volta consecutiva in Championas eguagliando il record di Del Piero? Si è come perso e non c'è apparente spiegazione.

Di sicuro il peregrinare sulla fascia che gli ha imposto il tecnico prima di tornare al modulo a due punte non lo ha aiutato: Morata si è intristito e non ha saputo reagire, facendosi scavalcare nelle gerarchie da Dybala e Mandzukic, l'ex palo piantato in mezzo all'attacco. Poi c'è un feeling non straordinario con Allegri e, forse, la scarsa attitudine alla concorrenza interna. Morata, però, va recuperato e in fretta pèerchè l'attaccante dell'anno scorso è imprescindibile per questa Juve.

Calo di tensione nella settimana decisiva

L'altro tema è il piccolo calo di tensione che la Juventus ha mostrato a Siviglia. Fisiologico dopo un mese di grande corsa e rimonta e con la prospettiva della sfida contro la Fiorentina che è decisiva nella rimonta alla zona scudetto in serie A. Che i bianconeri potessero essere un po' meno cattivi sportivamente parlando in 90 minuti affrontati già da qualificati è la logica conseguenza e la rete di Llorente ha fatto saltare in aria un piano comunque perfetto: sarebbe bastato il pareggio, anche al netto degli errori di Morata. Già da domenica si tornerà a vedere la solita Juve...

I rischi del sorteggio da seconda

La conseguenza pratica di tutto è stato scivolare al secondo posto nella classifica del girone, complicandosi la vita nel sorteggio di lunedì per gli ottavi di finale. La statistica dice che il 72,5% delle squadre che poi vanno ai quarti proviene dal primato nel proprio raggruppamento, ma non ci sono certezze. Dipende come va nell'urna e la situazione non è così terribile come sembra. Ci sono Barcellona e Bayern Monaco che oggi sono le migliori in assoluto e il Real Madrid che è un'incognita: ingiocabile o fragile?

Le altre, però, non sono superiori a questa Juventus: non Atletico Madrid e Wolfsburg (che ha eliminato a sorpresa il Manchester United) e nemmeno lo Zenit San Pietroburgo che è la rivelazione della prima fase. Poi resta una tra Chelsea, Porto e Dinamo Kiev: anche fossero gli inglesi Allegri avrebbe tutto per giocarsela. Insomma, rispetto sì ma paura no. La notte di Siviglia potrebbe essere archiviata senza contraccolpi.

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