Calcio

Juve, scatto scudetto: Allegri e un gruppo mentalmente più forte del Napoli

Dybala ha regalato tre punti pesanti contro la Lazio. Al San Paolo clamoroso crollo della squadra di Sarri che si è scoperta debole

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Giovanni Capuano

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La Juventus non ha ancora vinto lo scudetto, anche se il blitz dell'Olimpico contro la Lazio è di quelli che vale doppio. Forse triplo. Di sicuro nel super sabato delle sfide incrociate tra le grandi della Serie A il Napoli ha cominciato a perdere la volata per il titolo. Il crollo con la Roma è clamoroso, nel modo oltre che nel risultato.

Era una delle combinazioni possibili sull'asse Olimpico-San Paolo e si è verificata. Fa male alla squadra di Sarri anche perché fino alle 19,50 l'illusione era ben altra. La Juventus soffriva contro la Lazio dimostrando di avere evidenti problemi di infortuni e condizione fisica. Al San Paolo si preparava la festa con l'idea di poter fare un solo boccone della Roma. E invece...

Invece Dybala ha estratto dal cilindro il colpo del fuoriclasse e il fattore D si è riverberato fino a Napoli dove Dzeko è tornato per una notte il cannoniere della passata stagione rilanciando la Roma nella volata Champions e gelando le speranze napoletane.

La forza mentale della Juventus

C'è poco di casuale nel doppio esito degli anticipi. La Juventus si è abituata a superare anche i momenti difficili e questo certamente lo è: senza Higuain, con Mandzukic acciaccato e poi uscito, Dybala alla prima da titolare dal 6 gennaio, Benatia indolenzito nel finale e una lista di lungodegenti.

E in più con in testa l'appuntamento di Wembley che fa da spartiacque in Champions League. Tutti gli altri avrebbero inconsciamente scelto, forse si sarebbero limitati, di sicuro non avrebbero avuto la forza di cercare la vittoria all'ultimo istante di una gara sofferta e meno brillante del solito.

Questione di mentalità e di abitudine alla vittoria. Non si conquistano sei scudetti e tre Coppa Italia per caso. C'è un'evidente superiorità che non può essere ricondotta solo al fatturato e alla profondità della rosa.

I limiti di un grande Napoli

Una grandezza emersa in maniera prorompente nel momento in cui il Napoli è imploso. Sarri ha lasciato intendere di aver subito il contraccolpo psicologico del gol di Dybala mentre la squadra pregustava la festa; tema a lui caro e sollevato in anticipo con la polemica sul calendario.

Il Napoli, però, aveva comunque la chance di sterilizzare il break esterno della Juventus e prolungare la striscia di vittorie (sarebbero state 11) costringendo i bianconeri a logorarsi nella rimonta.

Invece la partita con la Roma è stata giocata su un copione solo. Tanti tiri, tante occasioni, possesso palla dominante ma anche la sensazione di non riuscire a dare il cambio di passo sia tecnico che mentale. Alla fine la sconfitta è parsa quasi il naturale epilogo di un sabato maledetto.

Peccato, perché resta il rammarico di un ultimo, piccolo, salto di qualità che forse manca. Adesso la strada per lo scudetto si fa stretta e impervia a meno che la Juventus non regali qualcosa. Certo, c'è il confronto del 22 aprile allo Stadium che non consente di emettere sentenze definitive. Fino ad allora la banda di Sarri dovrà dimostrare di essere in grado di superare lo choc e non buttarsi via del tutto.

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