Juventus: i 10 scudetti più belli di sempre

Dal primo trionfo del 1905 alla prima stella del 1958. Dalle vittorie di Trapattoni a quelle di Lippi fino al primo successo targato Conte

Un duello tra Juventus e Roma d'altri tempi: Michel Platini salta Toninho Cerezo. – Credits: Getty Images.

Dario Pelizzari

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1905

Il primo tricolore non si scorda mai. La Juventus sale sul trono della Serie A nell'edizione numero 8 del campionato. Siamo all'abc del torneo. Partecipano 6 squadre, divise in tre gruppi: Liguria, Piemonte e Lombardia. Le migliori tre passano al girone cosiddetto nazionale. Partite di andata e ritorno, vince chi fa più punti. I bianconeri battono due volte l'Unione sportiva Milanese e pareggiano due volte con il Genoa. Sei punti contro i cinque raccolti dai rossoblù. Nella squadra campione d'Italia giocano, tra gli altri, l'attaccante-avvocato Domenico Donna, il socio-fondatore del club Luigi Forlano e l'ingegnere Carlo Vittorio Varetti.

1932-33

Negli anni Trenta, la Juve infila cinque scudetti di fila. Il più reboante fu probabilmente il terzo della serie, quinto in assoluto, che la Vecchia Signora portò a casa dopo aver guidato il torneo dalla decima alla trentaquattresima giornata, chiudendo il campionato a più otto punti sull'Ambrosiana Inter, seconda classificata. Miglior attacco, miglior difesa, maggior numero di vittorie e minor numero di sconfitte. La squadra bianconera dice grazie al suo bomber Felice Borel II (capocannoniere con 29 reti in 28 gare) e fa il vuoto. L'undici titolare: Combi; Rosetta, Caligaris; Varglien I, Monti, Bertolini; Cesarini, Ferrari; Sernagiotto, Orsi; Borel II. Allenatore: Carlo Carcano.

1957-58

Nel mercato estivo, indossano il bianconero i poco conosciuti John Charles e Omar Sivori, che “costringono” Giampiero Boniperti a fare un passo indietro nello scacchiere progettato dal tecnico serbo Ljubisa Brocic (meteora del calcio italiano) per inventarsi trequartista: la Juve si fa grandissima. Comincia benissimo (sei vittorie su sei) e finisce ancora meglio: alla fine saranno ben 8 i punti di vantaggio sulla Fiorentina. Il progetto di Brocic funziona, anzi, strabilia. Charles vince la classifica marcatori con 29 reti, mentre Sivori si “accontenta” di raggiungere il traguardo delle 22 reti. E' lo scudetto della prima stella.

1972-73

Una lotta a tre appassionante e imprevedibile, con la Lazio neopromossa del prof Tommaso Maestrelli a guidare le danze sottoporta di un ispiratissimo Giorgio Chinaglia (10 reti) e a mettere i bastoni tra le ruote fino all'ultimo sia ai bianconeri di Cestmir Vycpalek (zio materno di Zdenek Zeman) sia al Milan dei tre gioielli Rivera, Chiarugi e Bigon. A 90 minuti dalla fine, la classifica dice: Milan 44 punti, Lazio e Juventus 43. Il gol che vale il tricolore porta la firma di Cuccureddu, che chiuse i conti con la Roma (1-2) a tre minuti dalla fine della partita. E' lo scudetto di Dino Zoff e di José Altafini, arrivati dal Napoli l'estate precedente. La Juve, fortunata in campionato, non sarà assistita dalla Dea bendata né in Coppa Italia (finale persa ai rigori con il Milan) né in Coppa dei campioni (finale persa con l'Ajax 0-1).

1976-77

Il campionato che i “cugini” del Toro non dimenticheranno mai. I granata campioni in carica possono contare in avanti sui gol a ripetizione della coppia d'oro Graziani-Pulici (36 reti in due la stagione precedente), mentre la Juve fa affidamento sul talento garantito di Roberto Bettega e sulla classe, per alcuni già agli sgoccioli, di Roberto Boninsegna, arrivato dall'Inter. E' uno scontro tra titani, che la Juve riesce a fare suo a colpi di record: 23 partite vinte, 5 pareggiate, 2 perse. Il 22 maggio 1977 la sentenza: Juve punti 51, Toro punti 50. Semplicemente, straordinario. Quattro giorni prima di vincere il suo 17° scudetto, la squadra di Giovanni Trapattoni festeggiò la conquista della prima competizione internazionale, battendo l'Atletico Bilbao nella finale della Coppa Uefa.

1981-82

Lo scudetto della seconda stella. E delle tante, tantissime polemiche con la Fiorentina, la squadra che battagliò fino alla fine con i bianconeri per tagliare il traguardo più ambito. Il girone d'andata finisce con i viola avanti di un punto sugli avversari piemontesi e con un problema comune in infermeria. La Fiorentina è costretta infatti a rinunciare per buona parte del campionato ad Antognoni, mentre la Juve deve trovare il modo di sostituire lo sfortunato Bettega. All'ultima giornata, è tutto ancora da definire. Le squadre sono a pari punti e sanno di giocarsi tutto nell'ultima gara, per entrambe in trasferta. La Fiorentina vola a Cagliari e fa 0-0, con un gol negato a Graziani. La Juve si presenta a Catanzaro e fa bottino pieno con una rete segnata su rigore nei minuti finali da Liam Brady, che già sapeva di lasciare il bianconero a fine stagione per fare posto a Michel Platini. Firenze alle barricate, Torino in paradiso.

1983-84

Il triplete veste bianconero. Nel corso della stagione la Vecchia Signora riesce infatti a portare a casa scudetto, Coppa delle Coppe e Supercoppa Uefa. Merito del trio delle meraviglie Rossi-Boniek-Platini, ma pure dei tanti altri tantissimi campioni reduci dalla trionfale campagna in Spagna con la maglia della Nazionale. Da Zoff a Gentile, da Cabrini a Tardelli, dal nuovo arrivato Tacconi a Brio, Bonini e Scirea, fino al terzetto di attaccanti già citato. Trapattoni dirige e la squadra sale in cattedra. Platini chiuderà il campionato in testa alla classifica marcatori per il secondo anno consecutivo con 20 gol, uno in più di Zico dell'Udinese. Per la Juve, scudetto numero 21 con una giornata di anticipo. Due gradini più in basso, la Roma di Ancelotti, Falcao e Di Bartolomei.

1994-95

Un nuovo tecnico, Marcello Lippi, proveniente dal Napoli. Un nuovo gruppo dirigente, la cosiddetta triade composta da Giraudo, Moggi e Bettega. E quattro acquisti con i fiocchi: Paolo Sousa, Didier Deschamps, Ciro Ferrara e Alessio Tacchinardi. Ecco gli ingredienti che regalano ai tifosi bianconeri una stagione indimenticabile, conclusa da trionfatori in campionato e in Coppa Italia. Nella sfida infinita con il Parma di Nevio Scala, la Juve lascia però per strada la Coppa Uefa, che porta la firma dell'ex di turno Dino Baggio, in gol sia all'andata sia al ritorno. La classifica finale della Serie A dice Juve 73 punti, Lazio e Parma 63. Se non è gloria, poco ci manca. Sorrisi e reti per i gemelli del gol in bianconero Vialli e Ravanelli. Per loro, 32 gol in due.

2001-02

Torna Lippi dopo la parentesi sulla panchina dell'Inter e ricomincia la danza. E' la stagione che inizia con la cessione di Zidane al Real Madrid per l'allora cifra record di 150 miliardi di vecchie lire, che consentono alla società presieduta dall'avvocato Chiusano di acquistare Buffon e Thuram dal Parma e pure Nedved e Salas dalla Lazio. Juve, quindi Inter, Chievo, ancora Inter, poi Roma, Inter, di nuovo Roma, Juve, Inter e infine Juve. La testa della classifica cambia in continuazione e testimonia di un campionato apertissimo fino alle battute finali. Il titolo si decide all'ultima gara. Con la vittoria della Juve a Udine e l'harakiri dell'Inter a Roma con la Lazio. Trezeguet è capocannoniere a braccetto con Hubner, 24 gol a testa. Del Piero segue a quota 16. Per i bianconeri, è lo scudetto numero 26.

2011-12

Il ritorno sul tetto d'Italia dopo lo scivolone in Serie B per i noti fatti di Calciopoli. A nove anni di distanza dall'ultimo trionfo in campionato, la squadra del neo-presidente Andrea Agnelli si affida alle cure dell'ex capitano bianconero Antonio Conte, reduce dalla promozione in Serie A alla guida del Siena. Ed è subito festa. Juve bella, anzi, bellissima, da primato. Nel passo a due con il Milan di Massimiliano Allegri, i giocatori a disposizione di Conte non sbagliano un colpo, chiudendo la stagione imbattuti a più 4 sui rossoneri. La Juve vince e sorprende pur senza avere un bomber. Il marcatore più prolifico del club sarà l'ex Cagliari Alessandro Matri, fermo a a quota 10 reti. Pirlo re degli assist e delle invenzioni: da applausi a scena aperta.

Twitter: @dario_pelizzari

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