Calcio

Juventus-Roma, atto I°: chi vince?

La sfida di Torino è il primo incrocio sulla strada scudetto. Allegri contro Garcia e Totti contro Tevez: ecco come può finire

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Giovanni Capuano

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L'unica certezza è che, comunque vada, non ci sarà nulla di decisivo. Nessuna delle due squadre avrà vinto lo scudetto nei 90 minuti dello Stadium e nessuna delle due lo avrà perso, qualsiasi sia il risultato finale. Dopo che Rocchi avrà mandato tutti negli spogliatoi (si spera senza eccessivi strascichi polemici) resteranno altre 32 giornate per decidere chi dovrà indossare il tricolore. Altri 2.880 minuti il cui peso, però, sarà certamente condizionato da quelli di Torino. La seconda certezza, infatti, è che dopo la sfida diretta nulla sarà come prima perché entrambe - Juventus e Roma - sono a caccia di risposte, una sorta di tagliando in una stagione che per entrambe si annuncia intensa e che alla fine dovrà portare grandi soddisfazioni.

Avete presente la ferocia con cui la Juve di Conte stroncò le ambizioni del Napoli di Mazzarri, due anni fa, e della stessa Roma di Garcia l'autunno scorso? Successi pesantissimi al di là del risultato, perché ottenuti schiantando sul ritmo e sul piano del gioco la sfidante di turno. Ecco, i 90 minuti dello Stadium dovranno dire se la squadra di Allegri conserva quella superiorità sulla concorrenza italiana, una superiorità che alla lunga logora soprattutto chi si trova a inseguire senza mai accorciare, oppure se la Roma ha davvero fatto il salto di qualità. Partita e risultato da leggere in filigrana, insomma. Vietato fermarsi superficialmente al solo punteggio e alla classifica che ne deriverà.

Allegri contro il fantasma di Conte

C'è un altro tema nel tema di questa sfida ed è il confronto a distanza tra Conte e Allegri. L'attuale ct non è raggiungibile sul piano dei numeri (102 punti sono un record pressoché imbattibile), ma può esserlo nella sensazione di onnipotenza della squadra. La settimana non si è aperta bene per Max, che a Madrid ha perso - e contro i vice campione d'Europa ci stava - ma lo ha fatto senza mai tirare in porta e lasciando la sensazione di aver lucrato sull'atteggiamento del suo gruppo. Critiche (molte) e consensi (pochi). Adesso è al secondo incrocio pericoloso col passato, perché mentre in Europa gli si chiedeva un cambio di passo rispetto ai tremori della EuroJuve di Conte, qui si pretende che quanto meno viaggi alla stessa velocità. E la Roma è la peggiore delle avversarie possibili.

La luna di miele di Garcia con Roma

Se ci si limitasse a questo, non ci sarebbe partita. Tanto è nervoso Allegri, quanto Garcia sta vivendo una luna di miele interminabile con Roma e la Roma. E' adorato, sta bene, i giocatori pendono dalle sue labbra e accettano qualsiasi sfida lui lanci. Ecco perché nella vigilia ha toccato soprattutto le corde della motivazione, per dire che "sfidare prima i campioni di Russia, poi quelli d'Inghilterra e, infine, quelli d'Italia e Germania è fantastico". Il motivo per cui si vive di calcio. Tutto vero, però c'è anche l'altro lato della medaglia e cioé che la squadra giallorossa vive questo momento come sospesa su una nuvola. Lo sport, però, è spietato e il francese sa bene come basti poco, magari una sconfitta dura, per ribaltare gli umori della piazza e far girare il vento. Ecco perché Torino è un bivio importante anche per la sua Roma.

Quelli che non ci sono...

Juventus e Roma sono due corazzate e lo dimostra anche il peso degli uomini che salteranno questa sfida (Strootman, De Rossi, Castan, Astori, Barzagli) o che la giocheranno, magari per pochi minuti, senza essere al meglio della condizione come Pirlo o Iturbe. Lo stesso Vidal non ha ancora dato garanzia di essere al cento per cento della condizione. Malgrado la lista sia lunga, però, né Garcia né Allegri ne hanno fatto tema di lamentela, segno che le due rose sono profonde e di qualità come da tempo non accadeva nel campionato italiano. E' quasi un miracolo che non si sia nemmeno parlato di tempi di riposo dopo la Champions e di amenità varie, armamentario classico di chi cerca alibi per mettere le mani avanti. Sono due allenatori e due gruppi maturi e pronti a vincere, anche a costo di andare oltre se stessi e i propri limiti.

Totti e Tevez: il duello

Scegliamo loro due come uomini copertina, ma i duelli potenzialmente decisivi sono cento. Totti e Tevez, però, sono l'anima delle due squadre, ne rappresentano al meglio lo spirito guerriero e ne sono il termometro. Volete sapere come finirà? Guardate il grado di coinvolgimento dei due lungo la partita e avrete la risposta. Impossibile che la Roma vinca con un Totti fuori dal gioco, difficile che la Juve lo faccia se Tevez non è il fulcro del movimento. Poi c'è il resto. Marchisio, Vidal e Pogba, ad esempio, dovranno fare meglio rispetto a Madrid ma Nainggolan-Keita-Pjanic hanno caratteristiche per fare male. Gervinho è l'uomo più importante della Roma, ma la catena Chiellini-Asamoah ha forza e ordine tattico per imbrigliarlo. Llorente deve rompere il digiuno, Manolas confermarsi, Lichtsteiner sfruttare un apparente vantaggio di passo contro Cole: ogni scontro può nascondere la chiave di lettura della partita.

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