Calcio

Juve, beffa atroce a Madrid. Var subito in Champions (ma Buffon sbaglia)

Decide un rigore (che c'era) concesso al 97' dall'arbitro Oliver. Agnelli contro Collina, ma lo scandalo è il no Uefa alla tecnologia

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Giovanni Capuano

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Finisce con una beffa atroce e immeritata, perché la Juventus si era guadagnata sul campo la possibilità di arrivare fino in fondo a tentare un'impresa già meravigliosa per 92 minuti e 30 secondi. Dopo la notte da sogno della Roma quella della rabbia bianconera per il rigore fischiato dall'arbitro inglese Oliver a tempo praticamente scaduto che ha mandato il Real Madrid in semifinale e la Juve all'inferno.

Buffon furente ed espulso. Agnelli rabbioso e con un obbiettivo preciso in testa: Pierluigi Collina, ex numero uno dei fischietti mondiali e designatore Uefa e Fifa. L'uomo che ha mandato Oliver al Bernabeu e che già nelle passate stagioni aveva scontentato i torinesi per gli arbitraggi nelle gare clou della stagione, dalla finale di Berlino persa dopo un rigore negato a Pogba fino alla doppia sfida contro il Bayern Monaco nella primavera del 2016.

La Juventus esce nella maniera più atroce e a freddo si comprenderà che lo sventurato Oliver non c'entra quasi nulla. Il rigore c'è perchè Benatia commette un'imprudenza disperata cercando di riparare all'errore di posizionamento con cui ha lasciato Lucas Vazquez a due metri da Buffon con sulla testa il match point. Che ci fosse un contatto simile all'andata su Cuadrado non conta nulla se non per aumentare i rimpianti. Due errori non fanno una scelta giusta e non dare il penalty al Real al 93' sarebbe stato un azzardo che a parti invertite avrebbe fatto gridare allo scandalo gli stessi che oggi parlano di complotto.

Chiellini che accusa a gesti l'arbitro di essersi fatto pagare e le parole di Buffon ("Fischiare quel rigore vuol dire avere un bidone dell'immondizia al posto del cuore" a cose varie) non fanno giustizia alla grandezza dell'impresa che la Juventus ha comunque compiuto al Bernabeu e, in definitiva, nemmeno alla carriera di due monumenti del calcio italiano.

Diverso il discorso da politico di Andrea Agnelli che è uomo di potere nell'Eca (associazione dei club europei) e Uefa. Che il massimo organismo del calcio nel Vecchio Continente abbia bocciato il Var rinunciando a metterlo anche nella prossima stagione in nome di non si capisce quale incertezza di regole e funzionamento è un errore che va cancellato immediatamente.

Gli errori marchiani di Manchester, Barcellona e dell'Olimpico confermano la necessità della tecnologia in una manifestazione che fattura tre miliardi di euro a stagione. Non può essere una scelta politica a fermare il futuro. Chi può intervenga, non per il rigore che ha mandato il Real Madrid in semifinale ma per il bene del calcio. Non si può accettare che si giochi con regole moderne in Italia e Germania (e presto in Spagna e Inghilterra) e non lo si faccia quando in palio c'è il trofeo più ambito, un affare da decine di milioni ad ogni incontro. La misura è colma. Si agisca.

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