Calcio

Juve, boom di ricavi: oltre 300 milioni grazie alla Champions League

La semifinale porta a 84,4 milioni il bottino europeo (e non è finita) e spinge al record. Nel 2011 il fatturato era della metà...

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Giovanni Capuano

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Esattamente quattro anni fa la Juventus chiudeva la stagione con un fatturato da 156 milioni di euro, il minimo storico dopo la discesa agli inferi di calciopoli e i due settimi posti consecutivi che l'avevano tolta dall'elite europea. Oggi - millecinquecento giorni dopo - la sofferenza di Montecarlo che vale il ritorno in semifinale di Champions League dopo un'assenza lunga dodici anni spinge i conti della società su livelli mai toccati prima. Un tesoretto da sogno che cambia anche le prospettive economiche in vista del mercato estivo perché Agnelli e Marotta possono cominciare a sedersi al tavolo delle grandi senza eccessivi sensi di inferiorità. Ha ragione Marotta quando ricorda che rispetto a Real Madrid, Bayern Monaco e Barcellona esiste ancora un gap importante, però la crescita è così rapida e tumultuosa da meritare un approfondimento.

Il punto di partenza è che la stagione attuale è per certi versi irripetibile: solo due squadre a dividersi il market pool Uefa, cammino lungo con la Roma eliminata a dicembre e incassi da favola al botteghino. Il totale, prima della semifinale, è di 73,1 milioni di euro tra premi e diritti tv europei cui vanno aggiunti gli 11,3 milioni del botteghino delle prime 5 sfide casalinghe della Champions. Il quarto di finale contro il Monaco ha portato 3,017 milioni ed è facile ipotizzare un incasso superiore per l'ultima allo Stadium contro un avversario di valore assoluto. Sarà il record storico per il nuovo impianto della Juve ed è la classica occasione in cui se ne sarebbe riempito anche uno grande il triplo.

 

Il passaggio del turno contro il Monaco ha gantito un gettone da 4,9 milioni di euro in premi Uefa e una quota ulteriore di market pool di 1,7 milioni sottratti alla Roma. Aggiunti ai circa 47 milioni già precedentemente conquistati porta il totale a 48,7 milioni che si sommano agli 8,6 del bonus per la partecipazione al girone eliminatorio, ai 3,5 per i risultati ottenuti nella prima fase e ai 12,3 scattati per il passaggio ad ottavi, quarti e semifinali. Se avete una calcolatrice in mano il totale fa 73,1 milioni che supera di gran lunga il primato precedente nella prima stagione europea di Conte, quando il k.o. dell'Udinese in agosto aveva consentito alla Juventus e al Milan di guadagnare cifre anche superiori al Bayern Monaco poi trionfatore nella competizione.

Il bilancio al 30 giugno sorriderà e potrebbe anche tornare in utile dopo una vita. Un anno fa solo l'intervento della proprietà attraverso un bonus di 6 milioni riconosciuto dalla FCA-Jeep, insieme ad alcune operazioni per garantirsi plusvalenze entro la chiusura del conto economico, aveva consentito di limitare il passivo a 6,7 milioni, in diminuzione rispetto al passato ma pur sempre non in pareggio e con la prospettiva di non riuscirci nemmeno nel 2015. Ricavi legati al cammino in Europa e ad eventuali cessioni; la prima voce si sta rivelando un trionfo per la società di Agnelli che nelle ultime quattro stagioni ha perso complessivamente 166 milioni dovendo investire per creare il gruppo che sta ora dominando in Italia.

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E adesso? Potrebbe non essere finita qui. Sicuro l'incasso da favola della semifinale, in caso di passaggio alla finale di Berlino si aggiungerebbe un assegno minimo da 6,5 milioni (in caso di sconfitta) e massimo di 10,5 se ad alzare la coppa fosse Buffon avvicinando così la fantastica quota cento milioni, la cifra che si può incassare vendendo Pogba. Per avere i dati definitivi del market pool bisognerà però, attendere l'estate e potrebbe anche esserci una sorpresa positiva perchè la fetta destinata alle italiane potrebbe anche essere superiore agli 80 milioni preventivati regalando così a Juventus (circa 4 milioni) e Roma (2) un ulteriore tesoretto.

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